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Corretta gestione delle lesioni cutanee e il ruolo importante dell’Infermiere Wound Care in Italia. Parla il nostro esperto Ivan Santoro.

Riportiamo qui di seguito una intervista ad Ivan Santoro, Infermiere Specializzato in Wound Care, rilasciata a Bergamo Salute. Il servizio è stato curato dalla collega Elena Buonanno.

Ivan coordina la rubrica di AssoCareNews.it e il gruppo Facebook dedicati al Wound Care, tra i più seguiti nel mondo sanitario da Medici, Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie. Sempre sul nostro portale gestisce un corso gratuito sulla gestione delle lesioni cutanee.

Il trattamento delle ferite cutanee necessita di un intervento multi-professionale che valuta non solo la cura della ferita stessa ma anche l’assistenza al paziente nella sua totalità. All’interno di questo approccio un ruolo importante è svolto dall’infermiere specialista in Wound Care (cura delle ferite), figura ancora poco valorizzata in Italia, nonostante il problema delle lesioni croniche (lesioni da pressione, vascolari, diabetiche etc..).

«Il Wound Care in generale è un problema ancora sconosciuto a molti e la mancanza di sensibilizzazione della popolazione su questo argomento è la principale motivazione di disorientamento di familiari/caregiver, che una volta colpiti, si trovano ad affrontare la situazione brancolando nel buio con il rischio di commettere errori talvolta fatali» dice Ivan Santoro Infermiere, Referente Regione Lombardia AISLeC (Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee).

Dottor Santoro, cosa si intende per Wound Care?

La cura delle ferite cutanee è un problema che insorge quando il processo di riepitelizzazione non è in grado, per vari fattori, di rigenerare la pelle. Possiamo distinguere diverse tipologie di ferite o lesioni cutanee a seconda della causa scatenante: lesioni da pressione o da decubito, di origine vascolare, di origine diabetica, neoplastiche e/o metastatiche, ustioni, deiscenze chirurgiche, ognuna di queste meritevoli di un approccio a 360° e con un intervento multidisciplinare. Le lesioni si distinguono, poi, in acute e croniche a seconda della durata del processo infiammatorio.

Tra le tipologie di lesione, sicuramente alcune delle più difficili da curare sono quelle da pressione. Qual è l’approccio corretto?

Nel corretto approccio alle lesioni da pressione è indispensabile far riferimento alle Linee Guida validate internazionali (A.H.R.Q. Agency for Healthcare Research and Quality ) a cui si rifanno anche quelle italiane. Si tratta di raccomandazioni di comportamento clinico agli operatori sanitari, elaborate attraverso un processo sistematico e multidisciplinare, con il preciso scopo di indicare le modalità di assistenza più appropriate. Le Linee Guida per la prevenzione delle lesioni da pressione (LDP) sono finalizzate al raggiungimento di quattro obiettivi: identificazione dei soggetti a rischio di lesione, che necessitano interventi preventivi, e dei fattori che li mettono a rischio; mantenimento e miglioramento del grado di tolleranza del tessuto alla pressione al fine di evitare lesioni; protezione dagli effetti negativi provocati da forze meccaniche esterne (pressione, frizione e stiramento); riduzione dell’incidenza delle lesioni da pressione attraverso la realizzazione di programmi educativi.

Il resto dell’intervista al seguente indirizzo: LINK.