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Teresa Rea parla del suo programma elettorale e dei suoi sogni nel cassetto. Ecco cosa farà se riuscirà a farsi eleggere alla guida dell’OPI di Napoli.

Hanno preso il via poco fa le Elezioni per il rinnovo delle cariche dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Napoli. Le stesse hanno luogo presso la sede dell’OPI in Piazza Carità n. 32.

Ecco date ed orari.

  • Venerdì 22 gennaio 2021 dalle ore 7.00 alle ore 19.00;
  • Sabato 23 gennaio 2021 dalle ore 7.00 alle ore 19.00;
  • Domenica 24 gennaio 2021 dalle ore 7.00 alle ore 19.00.

Ecco tutti i candidati:

Per l’occasione abbiamo intervistato la candidata del movimento “Infermieri Oltre”, Teresa Rea, nostra vecchia conoscenza. Vediamo cosa le abbiamo chiesto e cosa ha risposto.

Rea si candida per la prima volta alla presidenza ed è sorretta dalla dirigenza uscente e soprattutto dallo storico rappresentate dell’OPI Ciro Carbone, presente in lista. La nostra interlocutrice vede come avversario il collega Daniel Canonico della Lista “La Svolta”, che nei giorni scorsi aveva chiesto l’introduzione nella campagna vaccinale del Governo degli Infermieri Liberi Professionisti.

Lei si candida alla guida di Infermieri Oltre e quindi alla condizione dell’Opi di Napoli, una delle più importanti realtà ordinistiche d’Italia. Cosa propone per il prossimo quadriennio agli infermieri partnenopei?

La prima novità che mi piace sottolineare è che avremmo una donna determinata alla guida dell’Ordine di Napoli.
La mia proposta, che riassumo brevemente: promuovere il benessere organizzativo della Professione Infermieristica. Per ottenere ciò bisogna sostenere modelli assistenziali che valorizzino le nostre competenze negli ospedali e sul territorio. In sintesi BASTA LAVORARE PER COMPITI!

Lei comunque rappresenta una novità nella continuità. Fa parte dei pochi nuovi volti all’interno della galassia Opi, dove nella maggior parte dei si sono visti riproporre i conduttori uscenti. Cosa prenderà dalla vecchia esperienza dell’Opi di Napoli e quali saranno le innovazioni?

Basta modelli medico-centrici, bisogna cambiare rotta nella Formazione e nella Dirigenza. I nostri infermieri sono bravi e preparati ma necessitano di trovare ambienti formati alle loro esigenze.

L’Opi di Napoli da tempo si sta battendo per una Università degli Infermieri e per docenti Infermieri. Cosa manca oggi agli atenei napoletani e campani? E cosa cambierebbe nei corsi di laurea in infermieristica?

E’ tempo di avere dei Docenti di Infermieristica incardinati nelle Università, che aprano prospettive di carriera a futuri giovani ricercatori. Dall’altro occorrono Dirigenti Infermieristici che sostengano figure dirigenziali apicali, che valorizzano le competenze infermieristiche e non, passatemi il termine, risistemazione di “vecchi capiservizi”.

Sostegno e riconoscimento al ruolo dei coordinatori infermieristici.
Sostegno alla ricerca infermieristica a tutti i livelli. Sostenere i progetti dei giovani professionisti.

Consolidare i rapporti con le Istituzioni, con le Associazioni, con le altre Professioni e con i Cittadini.

Sul piano nazionale l’attuale comitato Centrale della Fnopi si riproporrà quasi nella sua integrità. Non crede che sia giunto il momento anche per Napoli di indicare un proprio rappresentante ai vertici della Federazione?

Napoli nel panorama nazionale infermieristico è diventata un punto di riferimento non solo numerico, ma anche qualitativo. Avere una rivista indicizzata significa aumentare il livello di produzione scientifica di u gruppo professionale.

Napoli ha ospitato due grandi conferenze internazionali di Infermieristica con J.Watson e M.Manthey avviando un proficuo dibattito costruttivo. Ora bisogna andare oltre.

Il Covid ha distrutto le vite di molti colleghi campani e delle loro famiglie. Cosa suggerirebbe lei alle direzioni aziendali e alla regione campana per fronteggiare la pandemia da Coronavirus in maniera più concreta e soprattutto in difesa di chi è in prima linea al fianco del pazienti?

Alle direzioni aziendali vorrei dire, pur non addentrandomi in materia sindacale che non mi compete, di prevedere una forma di stabilizzazione per tutti questi giovani. Di adeguare gli organici e soprattutto di ragionare su quanti infermieri specializzati necessitano per garantire livelli di assistenza adeguati.

Cosa vorrebbe fare da grande e quali sono i suoi programmi per i primi 100 giorni di attività presidenziale all’Opi di Napoli?

Se dovessi essere eletta farò:

  • censimento delle professionalità e costituire gli albi di esperti;
  • la Consulta per la formazione, l’organizzazione, i giovani e la ricerca;
  • incontrerò i rappresentanti delle Istituzioni

Ho un sogno nel cassetto per la mia vita che preferisco non rivelare ora.

Grazie e in bocca al lupo per le elezioni.

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