Pubblicità

Giovane Infermiera: lavorare in Ospedale non è facile per nessuno. Da neoassunta mi trovo a piangere prima di quasi ogni turno!

Giovane Infermiera fiorentina si sfoga in una breve intervista. Tra nonnismo, parenti e ritmi troppo elevati, la gioia di essere finalmente entrata nel pubblico si è trasformata in una fonte di pianto.

Come descriveresti la tua attuale esperienza lavorativa a tempo indeterminato nel pubblico?

Non posso parlarne bene. Purtroppo per quanto sia ancora convinta delle mie scelte (è tornata dall’Inghilterra per il ruolo, ndr) devo dire di aver trovato un ambiente non accogliente.

In che senso “non accogliente”?

Nella mia esperienza sto vivendo nonnismo da parte degli Oss “anziani” di reparto. Inoltre abbiamo un contatto importante con i parenti e nessuno ci tutela, interviene o spiega cosa fare. Corriamo tutto il tempo, non ho il tempo neanche per scambiare due parole decenti con i pazienti. Così non è fare gli infermieri, non come ho sempre voluto.

Come affronti questo disagio? Ne stai parlando con qualcuno?

Ho provato a parlarne con la coordinatrice ma fa orecchie da mercante. I miei amici vivono situazioni diverse o simili ma comunque ognuno ha da pensare ai propri affari. Mi stanno vicina comunque. Ho sempre molta ansia ad andare a lavoro. Piango spesso, quasi ogni volta che rientro dal libero e, un paio di volte, durante il turno.

Quali credi possano essere delle soluzioni a questo problema?

Sicuramente non un sondaggio come ci è stato proposto qualche tempo fa. Ci sono dei modi e tempi di inserimento, devono applicarli e tutelarci. Io sono nata e cresciuta qui, ho studiato qui. Rimarrò qui a lavorare, che lavoratore vogliono nel loro organico futuro? Uno che manda sempre malattie e infortuni? Ci arriverò se non cambia niente.

Grazie della disponibilità a raccontare la tua storia. Ti invitiamo a parlarne nuovamente con Azienda e enti di tutela del lavoratore e del professionista. Un abbraccio forte in attesa che i tempi cambino.