La storia di Elisabetta, neo-Infermiera, è fatta di contratti fasulli e di sfruttamento lavorativo. E nessuno interviene!

Elisabetta, Infermiera: attenti ai contratti-truffa delle Cooperative

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

Volevo raccontarvi della mia prima esperienza lavorativa, mantenendo un certo anonimato per evitare ritorsioni. Sarebbe utile ai miei colleghi per evitare contratti falsi e situazioni spiacevoli (date dalle cooperative) che penalizzano la Professione Infermieristica, mancando profondamente di rispetto agli Infermieri.

Mi sono laureata nel novembre 2017 e qualche giorno dopo sono stata contattata da questa cooperativa per un lavoro part time di pochissime ore mensili, 50 ore. Tutto bene.. mi avevano detto che sarei stata un’unità in più per sostituzione ferie, malattie e 104. Quindi stipendio minimo sicuro ogni mese.

Il primo mese di lavoro ho fatto tutte le ore previste da contratto (solamente perché ho fatto turni in affiancamento). Il secondo mese sono stata chiamata a lavorare pochi giorni... 4 turni da 5/6 ore. A quel punto, visto il trattamento riservatomi (come se fosse contratto a chiamata) mi sono chiesta se veramente il pagamento era sulle ore previste da contratto oppure su quelle effettivamente svolte. Ho chiesto alla mia responsabile, la quale mi ha risposto “noi non sappiamo ancora che tipo di contratto hai”... mi è piombato il mondo addosso.

La seconda domanda che mi sono posta è stata “ma che cosa ho firmato?”. Presa dallo sconforto sono andata a vedere il contratto che avevo con cura tenuto a casa in copia; e noto con piacere di aver firmato per un contratto part time 50 ore mensili, nulla di irregolare. Quando torno dopo qualche settimana a chiedere nuovamente chiarimenti, la responsabile sembra fare finta di niente. Alla fine riesco a farle dire cosa vogliono fare del mio contratto; viene fuori che il pagamento viene fatto solo sulle ore realmente svolte, le ore che non faccio risulteranno come assenze dal lavoro non retribuite.

Sono rimasta profondamente delusa e mi sono sentita presa in giro come professionista. Aver studiato tre anni, con sacrifici e soldi spesi per tirocinio(40km ogni giorno per raggiungere l’ospedale da casa mia), università libri, trasporti in treno e benzina... per poi ritrovarmi presa beatamente in giro in questo modo. Capisco che le cooperative hanno un trattamento economico molto basso, non mi aspettavo nulla di più; mi aspettavo però rispetto.

Mi spiego meglio, avrei voluto sapere a cosa andavo incontro, tutti sapevano e nessuno ha avuto il coraggio di dirmelo.

Conosco altri miei colleghi che hanno avuto pessime esperienze con le cooperative e tristemente continuo a sentire queste storie... addirittura contratti con firme false, contributi non versati. Io non vedo l’ora di trovare un’altra occupazione, sto facendo concorsi e colloqui e sembro essere vicina ad una soluzione a breve. Inghilterra resta la migliore prospettiva.

Vi prego di garantire il mio anonimato per fare in modo che non possano capire chi sono. Sono in difficoltà perché si tratta di una grossa cooperativa.

Vi ringrazio molto!

Elisabetta, Infermiera, Vicenza

* * *

Grazie Elisabetta,

di storie come la tua, purtroppo, ce ne arrivano tantissime e tutti i giorni. Quello che ti è stato raccontato all'Università non è il mondo del lavoro reale e oggi te ne stai accorgendo. Quando si firmano dei contratti, tuttavia, occorre leggerli attentamente. Se ci sono dei dubbi bisogna dissiparli immediatamente. Meglio rischiare di non lavorare e di essere licenziati sul nascere che trovarsi nella situazione in cui ti sei trovata. Di Cooperative disoneste come la tua ce ne sono tante. L'unico consiglio che ti possiamo dare è quello di provare e riprovare ancora, hai studiato come Infermiera ed è giusto che tu faccia l'Infermiera. Manda curricula ovunque e non trascurare la strada estera, così come fatto da altri nostri colleghi. In Italia, purtroppo, nessuno controlla questo tipo di azienda e spesso ke stesse sono gestite direttamente o indirettamente da chi assume. Hai fatto bene a denunciare l'accaduto, ma hai fatto male a chiedere l'anonimato. Finché continueremo a nasconderci dietro la paura di ricevere delle ripercussioni non andremo da nessuna parte. Comunque sia non fermarti e continua a seguirci. 

Angelo Riky Del Vecchio, Infermiere e Giornalista

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Redazione
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