Infermieri e dirigenza: carriera intralciata dalla legge!

La possibilità di un collega negata per gli effetti di una legge: un caso assurdo!

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che vorrebbe portare alla luce una discriminazione autorizzata per legge!

Gentile redazione di Assocarenews.it,

Vorrei portare a conoscenza dei lettori un aspetto molto importante, per nulla dibattuto, nella organizzazione delle Aziende del Servizio sanitario nazionale (Ssn), ma, ahimè, dai risvolti paradossali, drammatici e ingiustificati per noi infermieri.

Ciascuno giudichi da se. Il fatto è questo,

Sono stato escluso, a priori, da un concorso indetto da una Azienda sanitaria per alcuni posti di dirigente amministrativo..perché…Infermiere!

Questo è avvenuto malgrado il possesso di tutti i requisiti richiesti dal bando stesso: 5 anni in categoria D e laurea in giurisprudenza.

Così, infatti, prevede la norma di legge che disciplina l’accesso alla dirigenza non sanitaria negli enti e nelle aziende del Ssn: art. 26 del D.lgs 165/2001. Tale norma esclude, a priori, tutto il personale sanitario laureato in categoria D di cui gli infermieri sono parte preponderante.

Ma che senso ha una tale norma ? che senso ha … escludere un proprio dipendente dalla dirigenza amministrativa, se quel dipendente è in possesso di quelle competenze, sanitarie e giuridiche, oggi assolutamente necessarie e pertinenti allo scopo istituzione dell’ente sanitario… inscindibili nella sanità di oggi, tutta intrisa di diritto…

Ma, (ed ecco il paradosso), se lo stesso tipo di concorso (per dirigente amministrativo) fosse stato bandito da un qualsiasi altro ente non appartenente al Ssn, (ad es. enti locali, agenzie delle entrate o fiscali) il sottoscritto non sarebbe stato escluso. Addirittura, il sottoscritto, in quanto abilitato avvocato, potrebbe, stante l’attuale disciplina, concorrere per magistrato … mi chiedo, quindi, ma che razza di geni della “scienza” amministrativa richiede il legislatore per il Ssn al punto da escludere dalla dirigenza amministrativa chi (in linea teorica) potrebbe diventare magistrato e giudicare quindi la liceità o meno dell’attività amministrativa.

Naturalmente come sempre accade in un paese caratterizzato da infinite leggi spesso contraddittorie, dalle molte deroghe e da diversi distinguo, al danno (derivante dalla esclusione a priori dal concorso) si aggiunge la beffa!

Infatti al momento della comunicazione di esclusione dal concorso, la mia Azienda sanitaria poteva “vantare” un Direttore del personale e molti dirigenti amministrativi, privi dei requisiti attualmente richiesti per l’accesso alla dirigenza amministrativa.

L’art. 26 del D.lgs 165/2001 appare quindi una norma irrazionale. Nel pubblico impiego tutto il personale inquadrato in categoria D o categorie affini (cioè quelle categorie per cui il cui accesso è richiesto il titolo di laurea) può, se in possesso del titolo di laurea richiesto, accedere alla dirigenza nella propria amministrazione solo nelle Aziende sanitarie accade il contrario.

Una norma di legge che immotivatamente esclude o toglie diritti e libertà, che appare discriminatoria e simile a quelle che negli anni 50 del secolo scorso negli Stati Uniti escludevano gli afroamericani dai vertici delle amministrazioni pubbliche.

A causa, quindi, di una tale disciplina sono autorizzato a pensare che per il Ssn il sottoscritto è un avvocato di serie B perché infermiere.

Ciò non discrimina solo il sottoscritto ma i quasi 250 mila infermieri di tutta Italia.

Grazie dell’attenzione

Dott. Marco Antonio Virzì

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Caro Marco Antonio,

siamo molto dispiaciuti per il tuo caso. Diamo con questo articolo la massima diffusione alla tua lettera e ti invitiamo a segnalarla agli organi professionali di competenza.

Come redazione crediamo che raccontare le storie dei singoli colleghi voglia dire raccontare una storia che in realtà appartiene a tutti noi e che una maggior coscienza possa guidare la famiglia professionale anche attraverso questi cavilli giuridici e capire che influenzano la professione più di quanto si possa credere!

Un abbraccio,

Marco Tapinassi – Vice-Direttore di Assocarenews.it

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