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Emergenza Coronavirus. Myriam è un Tecnico Sanitario di Radiologia Medica ed è costretta a fare la barelliera o per dirla più dolcemente l’Ausiliaria Socio Assistenziale (ASA). Il demansionamento ai tempi del Covid-19.

Egregio Direttore,

sono Myriam (nome di fantasia) e sono una TSRM, dipendente di una delle aziende sanitarie nazionali di spicco del Nord-Est Lombardo. Scrivo questa lettera al caro direttore, in via anonima per evitare ritorsioni dopo l’accaduto che sto per descrivere.

In questi giorni, assisto al sempre maggiore deperimento del personale di ogni tipologia e professionalità di ogni reparto: Medici, Infermieri, OSS, ASA, o TSRM stessi, i quali per qualsivoglia motivo sono fuori servizio dato che sono stati contagiati dalla nuova terribile Pandemia che ci percuote, sono a casa per stress, altre patologie, spogliando dunque “all’osso” il personale sanitario disponibile all’azienda.

Per quanto questo ne diviene un disastro a livello organizzativo, viaggiando semplicemente nell’internet, noto che altre aziende sanitarie in diverse regioni, coprono questi disagi in maniera tempestiva ricorrendo a modalità d’assunzione di personale celeri ed efficaci, per poter mantenere i servizi attivi ed efficienti: Agenzie Interinali, Manifestazioni d’Interesse, Avvisi Pubblici per Soli Titoli, etc…

Quanto invece apprendo da una disposizione dei miei dirigenti, dal mio primario e dal mio responsabile area compartimentale, mi lascia atterrita. Il nostro personale ASA, la cui sotto-numerazione (e conseguente disservizio) è notoriamente cronico, è ormai ridotto a pochissime unità, impensabile dunque che da soli i pochi rimasti, possano essere in grado di gestire il loro servizio regolarmente.

Si è dunque ben pensato, con disposizione ufficiale, di assegnare al TSRM, il trasporto dei letti e carrozzine da e per la radiologia, per i pazienti degenti, con addirittura differenti disposizioni di protezione individuale qualora dovessimo trasportare letti o carrozze con pazienti NonCovid/Covid+.

Per quanto la mia opinione sia quella di aiutare il paziente sempre e comunque, e che ogni operatore sanitario debba coadiuvare l’altro in maniera del tutto volontaria per un servizio eccellente per il malato, reputo un sopruso che un’azienda debba calpestare le proprietà intellettuali di una professione come quella dei TSRM, professionista laureato in una determinata tecnica,obbligandolo tramite direttiva, a divenire del “Capitale Umano in Forza”, ponendolo del resto a zero tutela, sia legale che sanitaria.

Citando dunque la legge 746/94: “Regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale del tecnico sanitario di radiologia medica”, le mie domande sono svariate; ingenuamente mi chiedo:

  1. Perché non implementare il personale ausiliario con la regolare procedura assuntiva, che ne determini finalmente l’adeguata efficienza del servizio, anziché utilizzare “capitale umano”, formato e preparato per altre mansioni, per poter coprire a codeste carenze?
  2. Il professionista Laureato Dottore in Tecniche Sanitarie di Radiologia Medica, può essere destinato a queste tipologie di mansioni su direttive aziendali d’emergenza (ove ripeto, il disservizio propostoci dal personale ASA, APPARE DA ANNI CRONICO), mettendo a rischio la sua incolumità personale, denigrando la sua proprietà intellettuale, e sottolineando anche il fatto che quest’ultimo,non è formato, seguendo il suo percorso scolastico universitario, se non tramite ulteriori corsi aziendali, come quanto un Ausiliario Socio-Assistenziale, alla traslazione dei letti, carrozzine, e altri dispositivi riguardanti il trasporto del paziente dal reparto alla radiologia?
  3. Può essere questo, un atto tale da poter creare precedente, ove il TSRM sarà poi in futuro imputato al trasporto e movimentazione dei letti e carrozzine all’interno del P.O., al fine di sopperire finalmente alle carenze di personale trasportante, risolvere un problema ormai conosciuto e divenuto disarmante solo ora?
  4. E’ questo un ulteriore rischio di infezione da Covid-19 (o altro) per il nostro personale TSRM, il quale si espone in mansioni che non gli competono, magari effettuandole in maniera scorretta? E’ anche un rischio per il paziente essere trasportato da un personale non preparato.
  5. I DPCM contro la diffusione del Covid-19, hanno comportato annullamenti di congedi ordinari, ferie, e tutto ciò che un dipendente in tempi normali prevedesse. Beffa è quella di dover sopperire carenze organiche d’extra competenza.

Spero che almeno questa volta, gli Ordini Professionali e la Commissione d’albo annessa (sperando sia già a conoscenza della cosa), ci difendano, e mi facciano tornare orgogliosa di essere sì, un operatore sanitario al servizio della salute e di un sistema sanitario universalistico e alla cura di tutti, ma anche di essere un Professionista tutelato da loro come tale.

Myriam, TSRM

Ecco il documento della vergogna: