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Chiara: Io, infermiera picchiata. Mio figlio ora ha paura per me.

Chiara: Io, infermiera picchiata. Mio figlio ora ha paura per me.

Infermiera picchiata ci racconta: dopo i lividi mi tocca vedere mio figlio chiedermi di non andare più a lavoro! Ha paura e lo capisco!

Infermiera ci scrive: dopo le botte prese in estate, adesso il dolore di vedere il proprio figlio con la paura delle aggressioni alla propria madre.

Gentile redazione

mi chiamo Chiara e a luglio durante un turno di lavoro sono stata colpita al volto con un ombrello dal parente di una paziente. Non gli avevo nemmeno mai parlato, ce l’aveva con il medico perchè doveva aspettare per il colloquio.

Il trauma ha causato lividi dallo zigomo al mento, facendomi saltare anche un ponte. Vorrei raccontarvi l’esperienza dell’aggressione dal punto di vista di una madre, che torna a casa e che per settimane vede il figlio triste per le botte prese. Lo stesso mio marito ma il mio ragazzo è sempre più preoccupato.

Da quando sono rientrato a lavoro, un paio di settimane dopo, fino oggi, ogni volta che faccio turno è preoccupato e mi dice di non andare. E quando gli dico che devo andare, insiste di stare attenta.

Quando faccio la notte lascia il telefono acceso perchè se mi succede qualcosa e papà non risponde, può svegliarlo lui.

Dopo i lividi mi tocca vedere mio figlio chiedermi di non andare più a lavoro! Ha paura e lo capisco!

Anche io ho paura, certo.

Grazie dello spazio che mi concederete.

Chiara Bresciani, infermiera.

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Gentile Chiara,

siamo molto toccati dalla tua testimonianza, per la quale ti siamo molto grati. Purtroppo la violenza verso gli operatori sanitari è qualcosa che provoca molti più danni di quanto i lividi possano testimoniare.

Personalmente e come quotidiano, crediamo molto nel bisogno di una profonda analisi culturale e nelle campagne di sensibilizzazione (aderiamo ad esempio a #rispettachitiaiuta). Non meno sono importanti le politiche di supporto psicologico per chi ha subìto e visto subìre violenze, perchè crediamo che tradire la relazione di cura con un’aggressione, generi traumi da non sottovalutare.

Ti mandiamo un abbraccio forte.

Marco Tapinassi

Vice Direttore AssoCareNews.it

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