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Oggi raccontiamo la storia di Claudia, Infermiera neo-laureata: “l’agenzia interinale mi ha chiesto 1000 euro in nero per essere assunta, ho rifiutato”.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

mi chiamo Claudia (nome di fantasia) e sono una Infermiera neo-laureata nella primavera 2020 ai tempi del Covid-19. Vista la carenza di personale infermieristico ho deciso di mandare curricula in giro. Mi hanno chiamata in tanti e oggi lavoro in una Azienda Servizi alla Persona nel Nord d’Italia, mentre io sono originaria della Sicilia.

Ho fatto pochi colloqui a dire il vero, ma quello che mi ha colpito di più è stato quello effettuato presso una nota agenzia interinale in Sicilia.

Il colloquio è andato benissimo, è piaciuta subito la mia grinta e anche il mio lavoro legato alla tesi di laurea. Dopo un’ora circa di confronto e di domande e risposte mi è stato comunicato che probabilmente ero la candidata ideale per la struttura committente.

Dopo due ore non credevo alle mie orecchie. Sul cellulare mi viene comunicato che ero assunta, ma che dovevo passare dall’Agenzia per le formalità del caso.

Ero a mille, felicissima, finalmente iniziavo a fare l’Infermiera.

Mi sono fatta accompagnare dal mio fidanzato, a cui hanno chiesto però di rimanere fuori dall’Agenzia ufficialmente per non creare assembramento (per le norme anti-Coronavirus).

La responsabile dell’Agenzia, la stessa che mi aveva sottoposto al colloquio, mi ha prospettato una serie di cose e anche la possibilità di essere assunta dopo qualche mese con l’indeterminato.

Mi dovevo occupare di anziani e di demenze e a me non dispiaceva. Anche per la mia tesi mi ero occupata di Alzheimer e di problemi neurologici, per cui per me era una pacchia.

Poi la doccia fredda. Prima di firmare il contratto la signora mi ha chiesto un contributo di 1000 euro “una tantum” per l’assunzione “senza problemi”. Mi sono subito insospettita ed ho chiesto spiegazioni prendendo un po’ di tempo. Ho detto che mi stava bene e ho comunicato di volermi recare presso la mia Banca per prelevare i contanti. E si perché me li hanno chiesti in contanti i 1000 euro!

Sono uscita dall’Agenzia piangendo, era chiaro che era una tangente, altrimenti perché me l’avrebbero chiesto in contanti e senza tracciabilità?

Il mio ragazzo voleva spaccare tutto, l’ho dovuto fermare per non rischiare anche la beffa dopo il danno subito.

Alla fine ho deciso di non cedere e non sono più tornata in quell’Agenzia. Mi sono resa conto subito che c’è chi approfitta dei periodo di difficoltà della gente e di chi non ha lavoro o di chi, come me, il lavoro lo cercava.

Non mi sono pentita di non aver accettato quel “compromesso”, oggi sto bene e lavoro in un’altra realtà che mi apprezza e che soprattutto non mi ha chiesto tangenti per operare.

Grazie ancora Direttore per questo spazio quotidiano che continuate a dare ai colleghi in difficoltà.

Buon lavoro.

Chiara, Infermiera neo-laureata

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