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Il Decreto Ministeriale n.82/2020 crea fibrillazione nel mondo accademico e delle società scientifiche a matrice infermieristica. Questa volta ad intervenire è l’ANIARTI, che bacchetta direttamente il ministro Gaetano Manfredi per una decisione che umilia la professione.

“Per anni abbiamo lottato per avere il riconoscimento della nostra disciplina. Siamo scesi in piazza perché si riconoscessero la specificità e l’autonomia dell’infermieristica. Abbiamo iniziato un lungo percorso, che ancora non è finito, per affermarne il core disciplinare ed il diritto di governarlo autonomamente”. Comincia così la nota della società scientifica ANIARTI, che racchiude al suo interno gli Infermieri esperti di area critica. A firmare il documento la presidente Silvia Scelsi, Dirigente Infermiere presso il Gaslini di Genova.

Dall’ANIARTI sono piuttosto chiari nei confronti del ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi: “anche se soltanto oggi sembra che abbiamo acquisito quella visibilità sociale che troppo spesso ci è stata negata, ancora una volta, nel momento di massima crisi, abbiamo dimostrato capacità di tenuta all’interno del sistema, contribuendo a salvare vite, a ripristinare qualità della vita per gli assistiti e al contempo a fornire il sostegno didattico a tanti colleghi che si sono visti riallocare nelle aree critiche per affrontare l’emergenza pandemica.
Senza dimenticare che lo svolgimento della professione in questo momento è costato la vita a numerosi nostri colleghi”.

“Nessuno di noi ha mai voluto o creduto di essere ‘eroi’. Tutti, piuttosto, abbiamo svolto il nostro lavoro con diligenza e spirito di abnegazione, fiduciosi di essere adeguatamente sostenuti e valorizzati dal sistema. Invece, nonostante la professionalità messa in campo da tutti i colleghi e che la realtà dimostri che servono infermieri autonomi e specializzati, centrati sul proprio specifico disciplinare, proprio nell’anno mondiale dell’infermiere il Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica modifica con un atto unilaterale a dire poco shockante ed incomprensibile, le norme per le classi di laurea infermieristiche, e prevede che gli infermieri, gli specialisti della propria disciplina siano rimpiazzabili da medici ospedalieri, peraltro abbassando gli
standard per l’accreditamento dei corsi di laurea ed affermando quindi che si deve “fare di più” con “meno”. Questo è un “meno” che non colpisce solo il numero dei docenti infermieri, ma il cuore stesso della professione infermieristica” – precisa Scelsi.

Questa “deroga” al DM 7 Gennaio 2019 non solo risulta inutile, ma persino dannosa sia per la formazione alla professione infermieristica che per tutto il sistema salute del nostro paese, portandolo indietro di almeno trent’anni.

E sinceramente non capiamo quali siano le reali logiche stanno dietro ad una decisione del genere che appare davvero senza senso. Di fronte a questo decreto che mina la specificità dell’infermieristica, declassandone il ruolo che le spetta di diritto, siamo a chiederne un immediato ed appropriato ripensamento. Per formare nuovi infermieri occorrono docenti infermieri. Questi devono essere numericamente adeguati e non sono sostituibili da altre professioni” – conclude Scelsi.

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