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domenica, Settembre 26, 2021
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Badanti dell’Est e sindrome del mal d’Italia. Troppi suicidi tra chi rientra.

Le donne dell’Est e la “Sindrome del mal d’Italia”. Continua a crescere il numero di suicidi tra madri e figli.

Diversi i motivi che spingono il mondo femminile all’emigrazione, da quello economico, politico, culturale , simile al genere maschile, vi è poi il desiderio di ricongiungimento familiare e quello di emancipazione.

Molte le donne sole, che emigrano e che inviano a casa gran parte del loro guadagno per conquistare o riconquistare una dignità molto spesso messa in discussione, cercando di generare un equilibrio all’interno della propria famiglia piuttosto che nell’intera comunità.

Ma è il ricordo, l’immagine impressa degli occhi spenti, pieni di lacrime e affranti dei bambini, i loro figli , che migliaia di donne specie dell’est Europa, lasciano a malincuore, per raggiungere la tanto agognata Italia, in cerca di un possibile lavoro, che possa riscattare se stesse e le loro famiglie da una condizione di vita poco raccomandabile, a far nascere quello che comunemente nei paesi dell’ Est viene chiamato dagli psichiatri “Mal d’Italia” o semplicemente “Sindrome del mal d’Italia” ovvero uno stato depressivo, in sostanza una sindrome di “bournot”, in cui le donne cadono, tornate in patria dopo anni di lavoro all’ estero.

E’ vero anche il contrario, che a sentire tanto struggimento e sofferenza fisica sono anche i figli, generando un altro preoccupante fenomeno che approfondiremo nel prossimo articolo, che è quello degli “Orfani Bianchi”, depressione dei figli lasciati a casa, privati dell’affetto materno e che negli ultimi anni vede crescere sempre più un gran numero di suicidi.

Come si evince, il dramma, non risparmia l’intero nucleo familiare, oltre ai figli che poi si lasciano a padri e madri già anziani o zii, anche mariti colpiti da altri disagi esistenziali.

Secondo le ultime indagini e dati Istat, sono ormai più di due milioni le donne dell’est che giungono in Italia, con livello di istruzione medio-alta, più delle volte finiscono per accudire molti dei nostri familiari, che per diversi motivi necessitano di assistenza domiciliare. Generalmente conosciute come badanti o colf, sono anche le principali interlocutrici/alleate degli infermieri, dato il notevole contributo informativo che lasciano, conoscendo molto bene i loro assistiti, vivendoci in simbiosi per molte ore durante l’intera giornata.

Prof. Andrea Ruscittohttps://www.assocarenews.it/
Andrea Ruscitto nativo di Rignano Garganico vive a San Marco in Lamis, dove frequenta e consegue la maturità scientifica . Guida Turistica Archeologica e Ambientale –Regione Puglia. Consegue la laurea triennale in lettere moderne con tesi in sociologia dell’arte e della letteratura, dove discute anche di alcune sue opere pittoriche, consegue la Magistrale in Filologia e lettere moderne con tesi in Filologia e linguistica romanza, con particolare interesse sullo studio e sull’influenza del Latino sul cristianesimo. Attualmente docente di Letteratura italiana e Latino, si occupa da anni dello studio del colore con la produzione di opere d’arte su tela e materiali eterogenei, vanta di alcune mostre personali e collettive anche all’estero, nonché di recensioni da parte di critici d’arte come la Dott.ssa Sabrina Falzone. Collabora e ha collaborato con l’amico e giornalista dott. Angelo Del vecchio, con il quale ha pubblicato alcune sue storie sul libro “Racconti e leggende del Gargano“.
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