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Quell’Infermiera mi ha guarito con il suo sorriso, la ringrazierò per tutta la vita.

Quell’Infermiera mi ha guarito con il suo sorriso, la ringrazierò per tutta la vita.

Inauguriamo la rubrica Nurse24 con la storia di Gustavo, paziente stomizzato e di Elisa, una Infermiera che con il suo sorriso lo ha spinto a sopravvivere e ad andare avanti. Come i professionisti della salute e i Pazienti vedono e/o immaginano l’Assistenza Infermieristica.

Riceviamo e pubblichiamo la missiva di un Paziente che è riuscito a sopravvivere ad una patologia decisamente invalidante e per certi aspetti imbarazzante. Si tratta di Gustavo Parenti, 60 anni, operato qualche mese fa di cancro al colon. Da allora è costretto a vivere con una stomia. A salvarlo, a suo pare, è stato il sorriso di una Infermiera.

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Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

Le scrivo questa mia perché ho una tremenda voglia di ringraziare Elisa, l’Infermiera che con il suo sorriso mi ha tirato fuori dalla depressione e mi ha spinto a sopravvivere innamorandomi sempre più della vita. Vi ho conosciuti per caso, leggendo un servizio sulle stomie. A 59 anni mi hanno diagnosticato un cancro al colon, è stato terribile. Pensavo che di lì a poco sarei morto. Invece sono ancora qui a scrivervi e oggi che di anni ne ho 60 ho iniziato un percorso tutto nuovo, fatto di imbarazzi, ma anche di tanta gioia per avercela fatta.

Non accettavo la diagnosi e non accettavo il fatto che dopo l’intervento non sarei mai più riuscito a sedermi su un water per i miei bisogni corporali. Elisa mi ha dato una mano a capire e ad affrontare le mie paure. Mi ha proposto di leggere il vostro servizio e mi ha dato il coraggio di andare avanti, nonostante le difficoltà.

In fondo cambiava solo il modo di evacuare, ma non la sostanza. Certo dovevo affrontare la questione dell’odore e il non poter più andare al mare o in piscina. L’Infermiera, però, mi ha fatto capire che valeva l’esatto contrario. Con particolari presidi ed accorgimenti anche alimentari potevo tornare a fare la vita di prima.

Quello che mi faceva paura in realtà era solo legato a falsi timori. Non ho avuto paura dell’intervento chirurgico, perché volevo che quel “mostro” lasciasse per sempre il mio corpo. Fino ad oggi non è tornato alla carica, ma io sono tornato a nuotare.

Non finirò mai di ringraziale Elisa, con il suo sorriso che stregava. Non l’ho mai vista imbronciata, ma l’ho vista sempre pronta ad aiutarmi e ad aiutare chi come me era ed è in difficoltà.

Torno in reparto ogni tanto per i controlli di routine e quando la vedo mi riempio di allegria e tutti i giorni ringrazio Dio che me l’abbia fatta incontrare. Senza di lei mi sarei suicidato.

Grazie per lo spazio che deciderete di offrirmi e continuate a raccontare queste storie umane, fatte di sofferenza, ma spesso di tanta voglia di vivere, anche da parte di chi ha lottato contro il tumore e non ce l’ha fatta come Nadia Toffa.

Gustavo Parenti, un paziente che è tornato a sorridere alla vita.

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