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E cos’è l’Ittiosi Arlecchino e perché è così invalidante per chi sopravvive dopo la nascita? Ecco un approfondimento sulla patologia che continua ad impaurire mamme e papà.

Da qualche mese, anche grazie ad alcuni servizi trasmessi nel corso della trasmissione Mediaset “Le Iene“, si sta parlando in maniera massiccia dell’Ittiosi Arlecchino (Harlequin Ichthyosis o HI), una patologia che colpisce i feti nel pre-parto e che poi porta spesso al decesso prematuro del nascituro. Chi sopravvive alla prima fa ha dei rischi seri di affrontare un’esistenza travagliata dal punto di vista della salute. Le stime parlano di 1 caso su 1 milione di nascite.

L’ittiosi Arlecchino (HI) – si legge sul portale Horpha.net – è la variante più grave dell’Ittiosi congenita autosomica recessiva (ARCI). È caratterizzata, alla nascita, da squame grandi, spesse e simili a placche su tutto il corpo (con grave ectropion, eclabium e orecchie appiattite), che evolvono in seguito in una grave eritrodermia desquamativa.

Ulteriori approfondimenti:

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