Nurse Frenemy. Simonetta, Infermiera: “è proprio vero, anche nel mio reparto ne conosco una”.

Caro Direttore di AssoCareNews.it,

sono incuriosita da questo Vostro articolo (Nurse Frenemy: avere una collega Infermiera invidiosa è molto più pericoloso che avere 10 nemici – ndr) su una tipologia di collega/colleghi che da me va per la maggiore, essendo una Azienda di quasi sole donne. Purtroppo, devo dire…

Certi disagi anche psicologici/psichiatrici di colleghe portano le stesse a situazioni stressanti o peggio anche a chi gli sta vicino e ne subisce atti di vero “bullismo” sempre gratuito.

Io sono per natura una persona pacifica e controllata.Molto seria nel mio lavoro di infermiera e molto attenta ai buoni rapporti interpersonali da trenta anni.

Solo tre/quattro anni fa, una collega con disturbi psichici(comprovati, in altre occasioni) mi ha colta di sorpresa dentro una stanza ed ha inveito contro di me con violenza verbale, strattonamento, puntando alla critica sulla mia salute precaria “meno importante”della sua, insultandomi perche’ l aiuto poco, perche’ essendo spesso assente, perde nozioni di lavoro(non vero, in maniera assoluta, anzi mi prodigo sempre e troppo per tutti)nei momenti in cui lei ha le crisi si scaglia contro di me, me sola.

Io, purtroppo posso fare poco, anche se segnalati i fatti, mi e,’ stato detto che “equivoco”, sicuro.Al danno, la beffa!

Questo silenzio mi ha fatto più male di tutta la faccenda in se’,giuro.E poi lei e’ malata, va compresa, sempre!

Ora ne ho subita un altra, dalla stessa persona.

Probabile che mi detesti proprio perché sempre gentile, amabile, sorridente..la frustrazione di una malattia la capisco. Ma anche io dovrei avere delle reazioni e sono invalida, ho delle prescrizioni fisiche.

Ora non voglio dire oltre, forse per timore di farlo.

Rischio molto a parlare, sono malvista, dopo 30 anni di duro ed onesto lavoro.

Lavate di testa, non ne voglio più. Ho 59 / quasi 60 anni e voglio uscire dal lavoro al più presto, essendo anche caregiver per mia madre, mio padre l ho perso un anno fa, curato da me sola con medico della Ghirotti, mio marito invalido al 83% e la mia salute precaria.

E sono molto molto stanca…

Se anzi potete consigliarmi  su come uscire in anticipo dal lavoro(penso ad Ape Sociale). Io già ho il part-time dopo quell episodio…Mi sono autotagliata lo stipendio, pur di vedere meno possibile la persona in questione e chi gli regge la “coda”.

Spesso ho avuto idee suicide, quando non ho avuto risposte sulla mia voglia di cambiare posto, nell ambito aziendale.

Senza preavviso, sto in un Ufficio sola con una malata di Sclerosi Multipla(meravigliosa persona peraltro),con luce artificiale e un impianto di condizionamento al massimo, al terminale.

Ma mi ha mandato a dire la collega, dalla mia Caposala, che e’ mobbizzata da noi, che le portiamo via il lavoro, in quanto svolgiamo mansioni inerenti la segreteria del mio Reparto dove lei e’ fissa per prescrizioni.

Sono asmatica, mi ammalo di bronchite asmatica ogni due per tre!

Va beh… Grazie per l ascolto a tutti!Non sono sola in questa situazione, mi consolo.

Buona giornata!

Simonetta Bosio, Infermiera

* * *

Grazie a te Simonetta per la segnalazione. Sappiamo che il fenomeno della “frenemy” (anche nella sua accezione maschile) è molto diffuso anche in ambiente ospedaliero e comunque tra colleghi “costretti” a lavorare in luoghi dove la competizione è sempre di fatto presente. Bella la tua missiva, che spiega appieno le motivazioni che ci hanno spinto a scrivere di questo argomento, che non va sottovalutato dai Coordinatori Infermieristici e dalle Direzioni Sanitarie, Amministrative e delle Professioni Sanitarie. Continua a seguirci.

Angelo Riky Del Vecchio, Direttore quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it

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