L’Infermiere del 3° millennio ed il nuovo codice deontologico

L’Infermiere del 3° millennio ed il nuovo codice deontologico. A Fermo fa ancora discutere la brillante relazione della presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli.
L’Infermiere del 3° millennio ed il nuovo codice deontologico. A Fermo fa ancora discutere la brillante relazione della presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli.

Fa ancora parlare di sé l’evento organizzato alcuni mesi fa dal Coordinamento regionale delle ex-IPASVI Marche, oggi Ordini Infermieristici Marchigiani, presso l’Hotel Horizon di Montegranaro (FM). Si tratta di un evento formativo dal titolo “L’Infermiere del 3° millennio ed il nuovo codice deontologico” a cui hanno partecipato circa 200 infermieri della regione. Presente la presidente nazionale della FNOPI Barbara Mangiacavalli, che ha presentato una precisa e approfondita disamina di quello che sarà la professione infermieristica del futuro anche dal punto di vita etico e deontologico.

Relatori l’ex-Presidente del Collegio IPASVI di Macerata Dr. Sandro Scipioni e la Prof.ssa Angela Basile docente di Etica all’Università degli studi di Tor Vergata, entrambi membri della commissione istituita dalla Federazione Nazionale IPASVI (oggi FNOPI) per stilare il nuovo Codice Deontologico che probabilmente verrà deliberato nel 2018, dopo aver passato la consultazione degli iscritti e di giuristi.

La Presidente Barbara Mangiacavalli, oltre a ribadire l’esigenza di un nuovo codice che metta insieme etica, deontologia e responsabilità alla luce dei cambiamenti della persona, della comunità e della professione, ha spaziato sulla necessità di una nuova formazione professionale che tenga conto della nuova epidemiologia che vede aumentare l’aspettativa di vita ma non la sua qualità; quindi una nuova organizzazione sanitaria non più centrata sull’ospedale ma sul territorio, sulla comunità ed una nuova  formazione più centrata sulla cronicità più che sulla acuzie. “Come Infermieri siamo stati inseriti nella cabina di regia nazionale del piano cronicità; la struttura nazionale che parte dal Ministero della Salute e darà le direttive, le linee guida, le indicazioni, le direttive per applicare in tutte le regioni il Piano Nazionale Cronicità; che tra l’altro parla dell’Infermiere Care Manager, come figura di riferimento del paziente cronico”.  

È poi passata alle competenze specialistiche “…penso sia arrivato il momento di rigettare quelle modalità organizzative dove tutti possono fare tutto perché ciò, nell’ultimo decennio, non ci ha aiutato a ragionare sulle competenze specialistiche. Se ad esempio va in pensione un anestesista ed è stato chiuso un reparti di neonatologia, non prendo il medico di neonatologia e lo metto a fare l’anestesista, ma pago il neonatologo ed assumo un anestesista. Mentre se mi va in pensione un infermiere strumentista, prendo un infermiere della medicina o della pediatria che ho chiuso, lo formo in qualche modo e lo metto a fare lo strumentista. Questo è il principio dell’infungibilità per il medico, mentre l’infermiere è fungibile. Credo che il tema delle competenze specialistiche e delle specializzazioni debba ripartire da lì.”

Più avanti ha affrontato il tema delle incompatibilità o delle inopportunità: “così pure chi fa rappresentanza professionale non deve avere in testa due cappelli, sindacato e rappresentanza sindacale, così pure chi ha ruolo di responsabilità ed organizzazione non può avere pure quello della rappresentanza professionale. Perché si rischia di confondere le cose”.

Ed ancora…”Possiamo dire noi ordine professionale cosa ci aspettiamo dai contratti per la dirigenza o per il comparto? Ma è naturale che uno ragioni più da dirigente che da sindacalista. Noi non siamo né dirigenti né sindacalisti. Siamo rappresentanti della professione. Che cosa mi aspetto dal nuovo contratto? Mi aspetto che l’infermiere specialista abbia una sua connotazione giuridica. Mi aspetto anche che la rappresentanza sindacale delle cooperative non firmi più un contratto di 5 euro/ora.”

Ulteriore novità: “abbiamo aperto anche un canale con AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), non sappiamo i tempi, ma abbiamo iniziato un dialogo sulla prescrizione infermieristica, ho trovato disponibilità al dialogo e al confronto”.

La Presidente Mangiacavalli sembrava avesse da togliersi più di qualche sassolino dalle scarpe; forse le varie situazioni di criticità che si stavano manifestando con il rinnovo dei Consigli Direttivi dei Collegi l’ha resa più loquace ed incisiva del solito. Comunque una giornata interessante che i 200 infermieri hanno “tolto” alle proprie famiglie per sapere di più sulle novità del nuovo Codice Deontologico. Grazie a chi l’ha organizzata e a tutti coloro che hanno partecipato.

Nel frattempo è nata la Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche e sono nati gli Ordini Infermieristici Provinciali, la storia dell’Infermieristica è di nuovo cambiato e da qualche giorno si è tornato a parlare di Codice Deontologico, che sarà rivisto secondo le esigenze reali degli Infermieri e Infermieri Pediatrici Italiani.

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