Punti di repere: a cosa servono, dove sono e perchè sono utili?

Punti di repere: conoscerli per capire il corpo

Conoscerli per saperli utilizzare. Ecco alcuni accorgimenti per non sbagliare i punti di repere e per non creare disagi all’Assistito.

I punti di repere vengono utilizzati per localizzare una regione del corpo in maniera univoca. Gli anatomisti hanno definito, con un lessico comune, varie parti del corpo, così da poter reperire la posizioni di punti ed aree rispetto ad altri fissi e generali. Non a caso repere significa reperire, cioè trovare. Per descrivere accuratamente le parti del corpo e la loro posizione bisogna avere un punto di partenza a cui fare riferimento ed utilizzare dei termini che indicano la direzione.

I punti di repere: dove si trovano?

È stato convenuto che il corpo venga considerato in posizione anatomica, cioè in posizione eretta con i piedi affiancati e gli arti superiori penzoloni lungo i fianchi con i palmi rivolti in avanti. I termini direzionali sono:

  • Superiore, superiormente: verso la testa o la parte più alta di una formazione corporea, sopra.
  • Inferiore, inferiormente: lontano dalla testa o la parte più bassa di una formazione, sotto.
  • Anteriore, anteriormente: verso o sul piano della fronte, davanti.
  • Posteriore, posteriormente: verso la parte posteriore del corpo, dietro.
  • Mediale: verso la parte mediana del corpo, sul versante interno.
  • Laterale, lateralmente: lontano dal piano mediano del corpo, sul versante esterno.
  • Prossimale: vicino all’origine di una formazione del corpo o al punto di attacco di un arto al tronco (esempio: il gomito è prossimale rispetto al polso, è cioè più vicino alla spalla che è il punto di attacco dell’arto).
  • Distale: lontano dall’origine di una formazione del corpo o al punto di attacco di un arto al tronco. Sulla parte anteriore e posteriore del corpo esistono molti punti di repere visibili.

I principali citati nel reperimento dei punti in riflessologia plantare sono, per la parte anteriore del corpo:

  • Addominale: parte anteriore del tronco, inferiormente alle costole.
  • Cervicale: regione del collo.
  • Digitale: dita della mano e del piede.
  • Femorale: coscia.
  • Inguinale: area dove le cosce si uniscono al tronco.
  • Orale: bocca.
  • Orbitale: occhio.
  • Pubica: regione genitale.
  • Sternale: regione dello sterno.
  • Toracica: torace.

Per la parte posteriore del corpo:

  • Cefalica: testa.
  • Deltoidea: convessità della spalla formata dal muscolo deltoide.
  • Glutea: natica.
  • Lombare: area del dorso tra le costole e l’anca.
  • Occipitale: superficie posteriore della testa.
  • Poplitea: area posteriore del ginocchio, incavo del ginocchio.
  • Scapolare: regione della scapola.
  • Vertebrale: area della spina dorsale.

Punti di repere sul piede
Le ossa del piede si dividono in tre gruppi:

  • Ossa del tarso
  • Ossa del metatarso
  • Ossa delle falangi

Le ossa del tarso sono composte da sette ossa tarsali. È comunemente chiamato caviglia e calcagno. Sono ossa più larghe dei tarsi e delle falangi, e costituiscono la parte posteriore della pianta.

Le ossa del metatarso sono cinque ossa lunghe, e formano la pianta del piede, quella parte che, nei punti di intersezione con le ossa del tarso, formano l’arco plantare.

Infine le ossa delle falangi sono quelle delle dita e sono quattordici. Ogni dito del piede è costituito da tre falangi, escluso l’alluce, che è costituito da due sole falangi.

Le ossa del tarso sono difficilmente distinguibili alla vista ed al tatto solo tramite la palpazione attenta del dorso del piede.

Le ossa dei metatarsi sono visibile ad occhio e facilmente reperibili sul dorso, parzialmente anche sulla pianta, a causa della muscolatura inferiore del piede.

Le falangi delle dita si reperiscono nei punti di intersezione con i metatarsi perché è qui che si compie la flessione della punta del piede, mentre le ultime due falangi si staccano dalla pianta e si reperiscono distalmente le pieghe intradigitali.

Potrebbe interessarti...