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Infarto Cardiaco e assistenza preospedaliera. Entro la prima ora si può morire di fibrillazione ventricolare.

L’assistenza preospedaliera dei pazienti con sospetto infarto miocardico è un elemento cruciale che ha effetti diretti sulla probabilità di sopravvivenza.

La maggior parte delle morti associate a infarto miocardico si verificano entro la prima ora dall’esordio e di solito sono imputabili a fibrillazione ventricolare. Pertanto, non può essere sottovalutata l’importanza dell’istituzione immediata di misure rianimatorie decisive (come il BLSD/ALS) e del trasporto rapido del paziente in ospedale mediante idonei mezzi attrezzati e coordinati dalla centrale operativa 118.

Le principali componenti responsabili del ritardo tra la comparsa dei sintomi compatibili con infarto miocardico acuto e la terapia riperfusiva comprendono:

  1. Il tempo necessario al paziente per riconoscere la gravita del problema e per rivolgersi all’assistenza medica;
  2. La valutazione preospedaliera, il trattamento e il trasporto;
  3. Il tempo necessario per la diagnosi e per l’inizio del trattamento in ospedale (il tempo detto “door-to-needle” per i pazienti sottoposti a trombolisi farmacologica e il tempo detto “door-to-balloon” per i pazienti sottoposti a strategie riperfusive con angioplastica primaria);
  4. Il tempo che va dall’inizio del trattamento al ripristino del flusso coronarico.

I fattori dipendenti dal paziente e correlati a una più lunga attesa prima di rivolgersi al 118 sono:

  • età avanzata;
  • sesso femminile;
  • basso livello socioeconomico;
  • anamnesi positiva per angina;
  • diabete o entrambi.

Rivolgersi in questo caso al coniuge o ad altri familiari e consultare il medico di famiglia.

Benché molti tendano a minimizzare la possibilità di aver bisogno di cure d’emergenza, i pazienti e i loro familiari devono riconoscere la necessità di rivolgersi urgentemente al 118 entro 5 minuti dall’insorgenza di questi sintomi:

  1. Dolore toracico;
  2. Ingiustificato affaticamento;
  3. Difficoltà a respirare, specialmente se associata a sudorazione, palpitazioni o sensazione di morte imminente.

E’ importante evitare di mettersi da soli alla guida di mezzi propri o condotti da amici e parenti per dirigersi verso gli ospedali: durante il tragitto il paziente potrebbe essere colpito da aritmia fatale e giungere al Pronto Soccorso in un lasso di tempo che non consenta più manovre rianimatorie efficaci!

Durante l’attesa dei soccorsi, gli operatori della centrale operativa del 118 daranno le adeguate istruzioni:

  • Tenere il paziente a riposo;
  • Se con buon livello di coscienza, fargli masticare aspirina e mettere sotto la lingua nitroderivati (direttiva possibile in presenza del medico di centrale);
  • Se incosciente e privo di respiro, gli astanti verranno istruiti alla rianimazione di base:
    • solo compressioni;
    • al centro del torace;
    • profonde 5-6 cm;
    • ad una velocità di circa 100-120 al minuto.
Comitato di Redazione
Servizio Redazionale.
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