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Emergenza Coronavirus. Un Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (TSRM) si confida con AssoCareNews.it: “noi sbattuti giorno dopo giorno nell’inferno del COVID-19; non siamo eroi, ma ci sentiamo veri scarificati di Stato e nessuno ci considera”.

Un Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (TSRM) iscritto ad un Ordine lombardo ci contatta telefonicamente e ci spiega il suo “inferno”. Non vuole apparire di persona, ma ci svela quello che in gran silenzio sta avvenendo negli ospedali lombardi ed italiani. Noi lo chiameremo Riccardo. Lui ha 42 anni e fa il TSRM da ormai 19 anni. Lavora in un importante policlinico che da qualche settimana si è trasformato in una Terapia Intensiva di massa.

“Siamo impegnati al lavoro oramai 24 ore su 24, sempre reperibili; non abbiamo più vita familiare, ma solo pochi momenti di riposo. Dobbiamo garantire esami diagnostici radiografici, TAC e via riscorrendo ai Pazienti affetti o con sospetto di COVID-19” – ci spiega il nostro interlocutore.

“In Italia si sta parlando tanto di Medici e di Infermieri, qualche volta di OSS, ma nessuno parla delle Professioni Sanitarie e nello specifico dei TSRM” – aggiunge.

In effetti pochi sanno qual è il lavoro indefesso di questi professionisti, che devono controllare/valutare dal punto di vista radiologico/diagnostico la presenza di infezione da Coronavirus, confutare sospetti o validare guarigioni.

“Non mi dispiace di essere continuamente a disposizione, questa Emergenza va superata e il COVID-19 non può stonfiggerci. Per questo non mi arrendo, non si arrendono i miei colleghi e non si arrenderanno mai tutti gli operatori della sanità. Ciò nonostante stipendi da fame, demansionamento e nessun riconoscimento professionale, sociale e culturale” – conclude Riccardo.

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