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TSRM e radioprotezione. Una vicenda tutta italiana che attanaglia da anni i Tecnici Sanitari di Radiologia Medica. Ecco il punto di vita di Calogero Spada.

Gentile Direttore,

45 anni fa la ironia di un disorientante Conte Mascetti riscuoteva il desiderato effetto, sia cinematografico sia d’audience: «Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribàcchi confaldina? Come antifurto, per esempio»….

Purtroppo quanto occorso qualche giorno fa (mercoledì 04 Marzo 2020) alla Commissione Affari Sociali della Camera, non era un film di cinema meta-semantico d’avanguardia e gli attori apparsi non erano mattatori della commedia Italiana; ciò malgrado, chi volesse comunque gradire la visione [1] dell’audizione informale del Presidente della FNO TSRM PSTRP dott. Alessandro Beux, nell’ambito dell’esame dello schema del mega–decreto legislativo recante l’attuazione della direttiva 2013/59/Euratom (ossia la tanto attesa revisione della legge sulla radioprotezione, arcinota per essere nata sotto una stella malefica), analogamente si ritroverebbe nella condizione dell’arrendevole astante che, ingannato da esposizioni pure non troppo forbite e sicure, anzi ricchissime di imprecisioni, ridondanze semantiche e balbèttii, pur non capendo molto del discorso, alla fine accetti come corrette ogni pretestate tesi; il problema è che non trattasi affatto di una guasconata: gli effetti dello scambio di perplimenti interventi su un provvedimento definito dall’ On.  Sarli Doriana come «molto corposo e già di per sé molto complesso da comprendere» (quindi oscuro agli stessi estensori), di nuovo sta per abbattersi rovinosamente su ben 28 147 ignari professionisti Italiani.

Una di queste argomentazioni, in riferimento delle viepiù imprecisamente citate “linee guida”, improvvidamente (giusto caso) “allacciava” la Legge Gelli: «potrebbe essere stata la ragione presunta che questo rientra rispetto alla legge che NOI abbiamo fatto sulla responsabilità, la legge Gelli, per capirci?»

Alla On. Elena Carnevali (che dovrebbe conoscere bene ciò che avoca e rivendica quale sua stessa co-proprietà intellettuale) andava replicato:

«Non sussistendo collegamenti tra la norma citata e quella in esame, può spiegare meglio cosa intende o cosa non ha capito? : dovrebbe essere lampante che sia divenuto capitale distinguere tra linee guida, la cui finalità in sanità è di affidare l’operato degli operatori sanitari a comportamenti standard, ma discrezionali, e il testo di una norma, a carattere cogente e perché sia stato FOLLE denominare “linee guida” un provvedimento normativo (D. Min. 15A08298 del 9/11/2015), cosa che si stia programmando di replicare: errare humanum est, perseverare autem diabolicum!»

Ma il dott. Beux, imperturbato dalla emersa triade ambiguità tra ruolo del TSRM, titolarità accademiche e responsabilità professionali, ha replicato reiterando il suo non troppo chiaro discorso sui commi 3 e 12 dell’art. 159 (disquisizione che, va detto, pure ha la sua giusta logica: una volta stabilite le competenze in ambito accademico non se può sconvolgerne le titolarità per successivo altro irrelato decreto e per di più ancora equivocando i possibili ruoli tra normativa e linee guida …);

Un altra, dell’ On. Nicola Provenza, risulta del tutto avulsa dal tema in trattazione: «Una piccola precisazione rispetto all’osservazione che lei ha fatto in base alla situazione emergenziale» (COVID-19), in riferimento ad un “inciso” tanto diffuso e «sentito» quanto inopportuno, ove peraltro la puntigliosa replica : «di tutti i colleghi della commissione affari sociali che in qualsiasi occasione pubblica abbiamo ripetutamente ribadito il ringraziamento non solo ai medici e agli infermieri ma lo abbiamo esteso a tutti gli operatori a tutti i professionisti della sanità» costituisca mero atto propagandale, stanti gli innumerevoli contributi giornalistici, ma anche di parte politica [2], che non soltanto effettivamente insistano a citare i soli medici ed infermieri, ma addirittura utilizzino forme ormai arcaiche: «medici e paramedici».

In tale sollazzante disimpegno oratorio, forse più adatto ad una pur improbabile campagna elettorale politica, l’udito Presidente FNO TSRM PSTRP, convocato invece in qualità di esperto (con quindi l’importante compito di fornire autorevoli lumi in merito allo specifico problema in esame), nonostante una iniziale precisa esortazione del Presidente della Commissione On. Marialucia Lorefice, ad una concisione e completezza, ha omesso ogni cenno ad una molteplicità di situazioni nodali, ben oltre il solo art. 159, quali – a mero titolo di esempio:

1.La del tutto assente problematica delle apparecchiature portatili, ovvero di tutta la radiologia domiciliare (che andava inserita nel Titolo XII “Esposizione della popolazione”);

2.Una aperta denuncia circa una metodica applicazione (soprattutto da parte dei medici radiologi) della c.d. “medicina difensiva passiva” (o “indiretta”): dalle procedure di verifica documentale preliminare alla somministrazione di consensi che, malgrado altro specifico DM del 10 agosto 2018 : “Determinazione degli standard di sicurezza e impiego per le apparecchiature a risonanza magnetica”, il più delle volte ancora assumono la forma di “firmati” e non “informati”;

3.Lo specifico atto di giustificazione, cui (definizione più puntuale [3] a parte) valeva la pena di rimarcare la mera inefficacia, se non documentato in forma tracciabile, come ancora giammai espletato, tranne in qualche raro caso [4]

Quindi risulta invalidata la affermazione che la discussione «non tralascia però nulla di ciò che è importante».

La normativa che va in novella è stata dallo stesso legislatore giudicata [5] come: contenente «disposizioni incompatibili»; da «riassettare, razionalizzare e semplificare»; da «rafforzare e ottimizzare»; da rendere più «rigorosa ed efficace nella prevenzione delle violazioni» …

Pertanto era proprio il caso di stressare ogni argomento in modo tanto breve quanto adeguato: insistere anche troppo timidamente su un ridotto numero di questioni e, invece, largheggiando su tematiche indebite e fuori luogo, significa condannare ancora, irresponsabilmente i TSRM (al momento si discuteva di essi e di essi soltanto) ad un viepiù confermato ruolo subordinato, che proprio le lauree insistentemente invocate effettivamente stigmatizzino quale gravissimo paradosso senza fine.

Per di più tale inattendibile tecnica oratoria ha introdotto ulteriore confusione in un atteggiamento generale di timidezza ed impersuasività: asserzioni del tipo: «forse all’inizio del 2020 questa cosa potrebbe non essere utile – noi riteniamo di sì – però potrebbe anche non esserlo» o posizioni dichiarate «su base empirica» costituiscono ingenuità che non possono passare inosservate; l’utilizzo della pure efficace locuzione «aggredendo la sua professionalità, limitandone l’agire» non però riferita in via più generale, dimostra anche una condotta rinunciataria a svelare il grave cortocircuitante complessivo apparato normativo previgente.

Infine l’atteggiamento generale: ciò che ci si attendeva NON era un «vi chiediamo, suggeriamo di intervenire … ; la preghiera è quella di leggere tutto con attenzione »

ma un ben più incisivo: «le nostre non sono richieste, i TSRM Italiani rivendicano legittimamente e sub lege una concreta valorizzazione, anche a costo di mobilitarsi in massa!!»

Ebbene, alla fine di questa assurda e surreale, perché deformata, rappresentazione di un segmento della realtà sanitaria Italiana (meno di mezz’ora su cui si può comodamente impiantare una tesi di laurea), e tenuto conto della corposità dell’atto del governo sottoposto a parere parlamentare (624 pagine)…

La domanda che nasce spontanea è : cosa mai ci si potrà attendere da tale guazzabuglio di confusi ingannevoli nonsense, intorno ad una serissima fattispecie che ha già per vent’anni prodotto le sue più gravi nefaste ripercussioni, invece che regolamentare un’area medico-sanitaria così delicata ed importante?

Cari TSRM … se proprio non volete o non potete evitare questa ennesima disonorevole umiliazione, cercando un’altra occupazione, come pure in tanti hanno già optato, sembra proprio che non vi resti altro da fare … che cupamente tornare al camice nero dal quale eravate rifioriti sotto la guida di un tale Natalino Bordigoni.

Note.

[1] http://webtv.camera.it/evento/16049

[2] IMG-20200308-WA0020

[3] Strumento normativo atto a perseguire una riduzione del numero di esami radiologici inappropriati, nei  casi in cui la esecuzione degli stessi non risolva, corregga o aggiunga valore al sospetto diagnostico del clinico e/o né sia utile a modificare la gestione clinica del paziente, tenuto conto sia della esposizione a rischio di danno da radiazioni ionizzanti, sia dell’efficacia, dei vantaggi e dei rischi di tecniche alternative disponibili, che si propongano lo stesso obiettivo, ma che non comportino un’esposizione, ovvero comportino una minore esposizione alle radiazioni ionizzanti.

[4] AssoCareNews

[5] Camera dei Deputati

Calogero Spada, TSRM