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Lettera di un Infermiere al Cittadino: “per l’Emergenza Coronavirus gli Italiani non capiscono cosa sia il rispetto. Medici, Infermieri, OSS e Professioni Sanitaria restano comunque in trincea, nonostante i gesti insensati della popolazione”.

È inutile spiegarvi nuovamente perché dovete restare a casa, è inutile manifestarvi la nostra frustrazione nel vedere il vostro menefreghismo. Quando abbiamo intrapreso questa strada come professionisti della salute sapevamo già in cosa ci saremmo imbattuti, sapevamo già che sarebbe stato un percorso difficile, sapevamo già che il nostro ruolo sarebbe stato screditato da persone senza cervello.

Ma quello di cui voglio parlarvi non è legato a fattori intellettivi, ma a fattori umani. IL RISPETTO.

Ho trascorso quasi due anni a distanza dalla mia famiglia, dai miei amici, dalla mia ex ragazza, dal mio cane e vi assicuro non è stato per niente facile. Mi sono mancati baci, abbracci, strette di mano, chiacchiere, cene, passeggiate, ma ce l’ho fatta a sopportare tutto questo, anche grazie a nuove persone che ho conosciuto e con cui ho legato.

Ma è stata una scelta mia, una scelta personale, una scelta di vita, di crescita per poter tornare migliore di come ero partito.

Ora, che sono tornato, pensavo di aver risolto questo problema, di poter riprendermi da uno dei periodi più brutti della mia vita, di poter godermi la felicità nel ritrovare tutti i giorni la mia famiglia, i miei amici e nel godermi i miei traguardi professionali. E invece no.

Mi trovo nella stessa situazione in cui ero, anche peggio.

Mi ritrovo ad essere distante da tutti, anche se li ho a qualche metro distanza.

Mi ritrovo a dover organizzare la mia vita per EVITARE di incontrarli, io come TUTTI i miei colleghi.

Io non so se qualcuno di voi si è mai trovato nella situazione di dover evitare di incontrare i propri affetti, ma per me questo è DEVASTANTE.

  • Stiamo vivendo la vita come un paradosso.
  • E non siamo stati noi a sceglierlo, ma VOI.
  • Ci ritroviamo a vivere questo paradosso perché non siete in grado di capire cosa state causando col vostro comportamento insensato.
  • Non parlo di numeri, di tassi di mortalità, di contagi, di malattie.
  • Non parlo di roba che si studia sui libri.
  • Vi parlo di qualcosa che dovrebbe essere dentro di voi dalla nascita.
  • Vi parlo di RISPETTO.

Le parole di stima nei confronti della nostra categoria non bastano. E per quanto mi riguarda mi interessano meno di niente. Dovreste sempre nutrire questa stima nei nostri confronti e non solo quando ve la state facendo nelle mutande. Il nostro lavoro non si fermerà con la fine di questa pandemia. Continueremo ogni giorno con la stessa voglia, passione che ci contraddistingue. Dovreste dimostrare che quello che manifestate sia reale e non solo qualche semplice parolina per pulirvi la coscienza.

  • NOI SIAMO QUELLI DEI FATTI, NON DELLE PAROLE.
  • NOI VOGLIAMO FATTI, NON PAROLE.
  • NOI ABBIAMO BISOGNO DI FATTI, NON PAROLE.
  • Rispettateci non per la mole di lavoro che dobbiamo affrontare ora.
  • Rispettateci perché siamo PERSONE.
  • Perché abbiamo una madre, un padre, fratelli o sorelle.
  • Perché abbiamo mogli, mariti, compagne, compagni.
  • Perché abbiamo figli.
  • Perché abbiamo amici.
  • Perché abbiamo passioni.
  • Perché abbiamo sogni.
  • Perché abbiamo paura.
  • Perché abbiamo una vita dopo aver tolto la divisa.
  • Perché rischiamo tutto questo per potervi aiutare in ogni circostanza.
  • RESTATE A CASA non solo per evitare la diffusione della pandemia.
  • RESTATE A CASA per rispetto delle nostre vite.

Lo stesso che abbiamo tutti i fottuti giorni per le vostre vite e dei vostri cari.

#RESTATEACASA #RISPETTO

Edoardo Isola, Infermiere OPI Genova