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martedì, Ottobre 26, 2021
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Via libera bilaterale per la Legge “salvavita”: novità per cittadini e sanitari

Il voto in Commissione Affari sociali della Camera è stato unanime. Ed è con questo viatico che approderà lunedì in Aula il ddl «Salvavita» proposto da Giorgio Mulè (FI) e Mara Lapia (M5S).

Si tratta di una proposta che vuole introdurre l’uso sistematico dei defibrillatori. «L’idea è maturata – racconta Mulè – più di un anno fa quando sui giornali ha avuto una grande eco la storia del bambino libanese morto in volo da Beirut a Roma. Un defibrillatore lo avrebbe salvato». Il parlamentare azzurro ricorda poi tutta una serie di studi che dimostrano come nei Paesi, regioni e comunità in cui è sistematico l’uso del defibrillatore l’incidenza delle morti per arresto cardiaco crolli del 90%. «Un defibrillatore costa poco più di mille euro – ricorda il deputato azzurro – ma il risparmio in vite umane è altissimo».

L’idea della legge è quella di introdurre l’obbligo del defibrillatore in alcuni luoghi come navi, aerei, treni (soprattutto quelli dove la distanza tra due stazioni è maggiore di due ore), uffici postali e scuole. «Entro il 2025 tutta la Pubblica amministrazione si deve adeguare. Ma dovranno esserci anche nei condomini dove vivono almeno 16 famiglie. Nel testo della legge introduciamo anche una app che riveli la presenza dei defibrillatori nella zona dell’emergenza e quindi con una chiamata al 118 gli operatori non solo possono dire dove si trova il defibrillatore più vicino (chi lo acquista infatti ha l’obbligo di registrarsi a questa app) ma anche chi sono i volontari più vicini in grado di usarlo». Mulè ricorda però che nel lavoro di preparazione del testo i relatori hanno anche consultato gli esperti del 911 americano che hanno spiegato che i defibrillatori sono utilizzabili anche da bambini di sei anni senza alcun problema. «Nel disegno di legge mettiamo l’obbligo da parte delle scuole di formare i ragazzi dalla prima media all’ultimo anno di liceo e soprattutto mettiamo nero su bianco che viene sollevato da ogni responsabilità penale il volontario che utilizza i defibrillatori. Questo perché la letteratura medica dimostra che non ci sono casi di malfunzionamento dovuti all’utilizzatore».

Fonte:  Il Giornale

Dott.ssa Giulia De Francesco
Infermiera, classe 1994. Vive a Imola e lavora presso l’AUSL Romagna (Faenza); studia a Bologna per conseguire la laurea magistrale. Laurea in infermieristica con Lode presso l'Università di Bologna, I sessione (ottobre 2016). Master in funzioni di coordinamento con Lode presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, I sessione (novembre 2018). Una pubblicazione scientifica sulla rivista italiana ANIPIO "Sperimentazione di una check-list per implementare un Bundle per la prevenzione delle batteriemie correlate a Catetere Venoso Centrale" (ottobre 2017). Ama leggere e camminare, non datele un microfono perché improvvisa un karaoke ovunque.
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