Lecce, troppi malati in carcere: infermieri e medici nel caos!

Numerosi i casi di comparsa di malattie psichiatriche tra gli “ospiti” del Carcere di Lecce. Infermieri e medici sotto stress!

A certificarlo è lo studio dell’Osservatorio sulle condizioni di detenzione dell’associazione “Antigone”, la cui referente leccese, l’avvocato Maria Pia Scarciglia, ieri mattina ha effettuato una visita in carcere con la delegazione cittadina dell’associazione. Infermieri e medici nel caos!

In seguito al sopralluogo di ieri, sarebbe emersa anche una esiguità di medici, infermieri ed assistenti sociali nel reparto psichiatrico del penitenziario.

Infatti, a due anni esatti dall’inaugurazione della sezione per la tutela della salute mentale della Casa Circondariale di Lecce, il servizio, secondo quanto riportato da Antigone, non sarebbe adeguato a coprire le necessità e bisogni dei pazienti.

“Nel reparto infermeria – continuano dall’associazione sulla base dei dati forniti – abbiamo contato 46 persone, alcune delle quali in attesa di essere trasferite al reparto osservazione psichiatrica: si tratta perlopiù di detenuti che assumono terapia psichiatrica”.

Uno dei motivi di questo incremento, individuati da Antigone che si occupa di diritti e garanzie nel sistema penale, risiederebbe nella “mancanza di opportunità lavorative esterne”, cui si unisce il “tempo vuoto, che diventa condizione di profondo disagio psicologico per molti detenuti”.

Delle 1042  persone “residenti” infatti, lavorerebbero (a titolo gratuito) solamente 274 e tutte alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria.

Non figurano, invece, detenuti che prestino in forma retributiva la propria attività per datori di lavoro esterni.

Da registrarsi anche l’aumento dei casi di autolesionismo registrati nello scorso anno, due dei quali purtroppo culminati nel suicidio.

“L’aumento dei casi di autolesionismo, che nel 2018 sono stati 235, rappresenta un problema urgente di cui la sanità e la Asl di Lecce deve necessariamente farsi carico” continuano da Antigone.

Oltre al disagio psicologico, però, ci sarebbe anche un altro problema, non meno significante: la carenza di organico nel reparto di osservazione psichiatrica, sia per quanto riguarda la parte medica ed infermieristica, sia riguardo a quella psicologica.

“Lo psichiatra della Casa Circondariale – riferiscono dall’associazione leccese – lamenta carenza di organico, vista la presenza di soli due psichiatri nel carcere di Lecce, dei quali uno copre già sette ore settimanali nel carcere di Brindisi”.

E sarebbero addirittura del tutto “assenti gli assistenti sociali nei Servizi per le dipendenze patologiche, impegnati nella gestione di numerosi detenuti tossicodipendenti”.

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