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Una Operatrice Socio Sanitaria (OSS) ha rianimato un Paziente con manovre BLS. L’uomo è vivo e vegeto, lei è stata licenziata per non aver allertato gli Infermieri.

Una Operatrice Socio Sanitaria è stata licenziata in tronco dopo aver rianimato un Paziente di 65 anni affetto da demenza. Non era suo compito, doveva allertare gli Infermieri. L’uomo si è salvato e sta bene. E’ accaduto in una nota casa di riposo in Veneto.

Gli Operatori Socio Sanitari sono dei tecnici e non sono dei sanitari, in caso di emergenza non possono intervenire direttamente sul Paziente, ma devono allertare i Sanitari, in questo caso gli Infermieri della struttura, che hanno saputo dell’accaduto solo al termine della procedura.

Il personale infermieristico non è riuscito a verificare se effettivamente l’ospite era in arresto cardiaco, in quanto durante le manovre rianimatxorie (o presunte tali) erano presenti solo un altro OSS e un secondo Paziente, per giunta anch’esso affetto da demenza severa.

Il tutto ha avuto luogo un paio di settimane fa nella stanza dei due Ospiti durante il giro letti del pomeriggio. L’Operatrice si è accorta dell’improvviso arresto cardiaco e reduce da un Corso BLS ha deciso di mettere in pratica quanto appreso, senza informare gli Infermieri seppur presenti in struttura.

Di qui la protesta dei sanitari, la relativa segnalazione in Direzione e l’immediato richiamo disciplinare. La dirigenza ha stabilito, basandosi anche sul Profilo Professionale dell’OSS, che l’Operatrice Socio Sanitaria non è competente per eseguire una rianimazione cardio polmonare e ha avviato l’RCP in maniera solatia, mettendo in serio pericolo la salute dell’Ospite e la sua.

Alla donna è stato notificato a mezzo PEC il licenziamento immediato a distanza di 10 giorni dagli eventi. A nulla sono servizi i suoi appelli e quelli del sindacato a cui è iscritta.

Tutto ciò mentre il Paziente è ancora vivo e vegeto.

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