Ecografia: indicazione, tipi e procedura dell’esame

Ecografia: tutto sull'esame a ultrasuoni!

Ultrasuoni al servizio della diagnostica: come funziona?

L’ecografia è una metodica diagnostica non invasiva che utilizzando ultrasuoni (onde sonore) emessi da particolari sonde appoggiate sulla pelle del paziente, consente di visualizzare organi, ghiandole, casi sanguigni, strutture sottocutanee ed anche strutture muscolari e tendinee in numerose parti del corpo.

Durante l’esecuzione dell’ecografia, l’area da esaminare viene inumidita con un apposito gel, non tossico, che consente una migliore trasmissione degli ultrasuoni attraverso il corpo umano.

L’ecografia costituisce uno dei primi approcci allo studio del corpo umano, fatta eccezione della parte scheletrica e delle strutture interne alla scatola cranica. Gli ultrasuoni, infatti, non sono in grado di studiare le strutture ossee.

Le ecografie sono, invece, molto utilizzate per lo studio del collo (tiroide, linfonodi), dell’addome (fegato, reni, milza, pancreas, eccetera), della pelvi (vescica, utero, ovaie, prostata), delle vene e delle arterie (carotidi, aorta, eccetera), dell’apparato muscolare (muscoli, tendini, legamenti).

E’ un tipo di indagine che non sfrutta raggi X, pertanto può essere utilizzata ogniqualvolta il medico richiedente lo ritenga opportuno per una serie di problematiche da indagare o da monitorare.

Non richiede, particolare precauzioni e/o preparazione ad esempio per il collo o porzioni muscolari mentre è necessaria la preparazione per lo studio dell’addome e della pelvi.

Per eseguire questo tipo di esame è necessario portare con sé, precedenti esami diagnostici comprensivi degli esami ematochimici.

Tipi comuni di ecografia

Le tipologie di ecografia più utilizzate risultano essere:

  • ecografia all’addome: viene richiesta per valutare la maggior parte delle patologie che riguardano l’addome e per avere una situazione generale dello stato di salute dei suoi organi. L’ecografia all’addome completo, nello specifico, consente al medico di studiare reni, fegato, colecisti, vie biliari, milza, pancreas, aorta, vescica e organi genitali interni;

  • ecografia doppler o più semplicemente ecodoppler è una metodica di cui ci si avvale per la visualizzazione e lo studio della situazione anatomico-funzionale dei vasi sanguigni e del cuore.

  • ecografia tiroidea: fornisce informazioni sulla morfologia, sul volume e sulla struttura della tiroide, nonché sulla presenza di eventuali noduli;

  • ecografia ginecologica (o pelvica): ha lo scopo di valutare l’utero e le ovaie nelle donne non in gravidanza. Si può eseguire sia per via trans-addominale (appoggiando la sonda sulla parete addomino-pelvica), sia per via vaginale, introducendo la sonda in vagina;

  • ecografia endovaginale o ecografia trans vaginale: indaga la morfologia e lo stato di salute degli organi genitali interni femminili. Permette di studiare utero (ecografia intrauterina), ovaie ed annessi: l’ecografia all’endometrioe l’ecografia all’utero si rivelano, ad esempio, utilissime per indagare cause di infertilità, dolori pelvici, sanguinamenti e amenorrea, malformazioni congenite, sospetti di tumori o infezioni. L’ecografia interna, inoltre, consente di controllare la gravidanza nel primo trimestre o durante le tecniche di riproduzione assistita;

  • ecografia ostetrica: consente di fare diagnosi di gravidanza, di indicare il numero di embrioni o di feti e la loro vitalità, di datare la gravidanza, di valutare l’anatomia e la crescita fetale per escludere eventuali malformazioni, di determinare situazione e posizione del feto, di calcolare la quantità di liquido amniotico;

  • ecografia del feto: permette di osservare, in maniera precisa, gli organi del feto nell’utero materno;

  • ecografia muscolare o muscolo-tendinea: evidenzia le patologie a carico dei muscoli o dei tendini, alcuni tipi di patologie articolari, borse, tessuti sottocutanei (ne sono esempi l’ecografia del polso, della mano, del braccio, della gamba o della spalla). Viene utilizzata in presenza di stiramenti, contusioni, strappi muscolari (o sospetti tali), tendiniti, tendinopatie della spalla, borsiti, cisti, ematomi sottocutanei o intramuscolari;

  • ecografia epatica: viene eseguita per studiare il fegato e i suoi vasi, le vie biliari e la cistifellea, soprattutto in presenza di sintomi o esami clinici sospetti;

  • ecografia cardiaca: è indicata per lo studio della struttura del cuore e per la rilevazione di possibili alterazioni strutturali cagionate da malattie (versamenti nel sacco pericardico, stenosi, insufficienza valvolare) o di alterazioni del ritmo cardiaco;

  • ecografia mammella: utile nella diagnosi del carcinoma mammario, in particolar modo nelle donne giovani.

L’ecografia è un ottimo metodo diagnostico anche per l’esplorazione della prostata, dei testicoli e del flusso sanguigno (eco-doppler e color-doppler).

Procedura

La procedura per eseguire l’esame ecografico è molto semplice: il paziente, scoprendo la parte del corpo da studiare, viene invitato a sdraiarsi sull’apposito lettino, in posizione supina o su di un fianco. L’uso di un gel trasparente e atossico favorisce lo scorrimento della sonda che trasmette gli ultrasuoni. L’ecografista, premendo la sonda sulla parte interessata, registra le immagini assiali e longitudinali. L’esame con sonde esterne non provoca dolore o fastidio, mentre l’esame con sonde interne (trans-rettale e trans-vaginale) può, alle volte, recare qualche fastidio, anche se di lieve entità. La durata di un’ecografia, in media, è di circa 20 minuti.

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