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Operatori Socio Sanitari: ecco come cambierà la professione

Operatori Socio Sanitari: ecco come cambierà la professione
Operatori Socio Sanitari: ecco come cambierà la professione.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

il rilancio della categoria degli Operatori Socio Sanitari (OSS) passa attraverso il cambiamento, come dovrebbero passare anche quelle figure che oggi rappresentano la storia dell’assistenza ma di cui nessuno vuole parlare. Quaranta anni fa con la Legge 833/78 nasceva l’istituzione del sistema sanitario nazionale, un diritto alla salute che non era garantito a tutti i cittadini. Ciò che rese questa riforma sanitaria avveniristica, quantomeno ai tempi, fu il cambio di paradigma: oltre all’aspetto curativo e terapeutico, considerato come unico obiettivo fondamentale, assumeva la rilevanza della prevenzione e della riabilitazione. 

Uno dei tanti obiettivi della 833: ”la formazione professionale e permanente nonché l’aggiornamento scientifico culturale del personale del servizio sanitario nazionale, il Ministero della Sanità, si occuperà di programmazioni, determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni sanitarie e dei requisiti minimi che devono possedere i vari profili professionali degli operatori sanitari”.

La novità è, che a 40 anni dalla riforma sanitaria, l’obiettivo che riguardava le professioni sociosanitarie non era mai stato attivato, anche se era previsto dal dlgs 502/92 l’area socio sanitaria. L’area sociosanitaria non fu mai attuata grazie a una politica infermieristica e sindacale errata che mirava solamente a vedere un unico profilo; basta vedere la legge 42/99 dove l’infermiere generico e la puericultrice vengono esclusi portandoli a essere senza ruolo e senza profilo, fantasmi in un sistema assistenziale, Dulcis in fundo:” senza poi parlare del contratto del 2004, dove l’oss viene inquadrato come tecnico.

Studiando la 833 si notava che non era una semplice “supermutua” ma una riorganizzazione del servizio sanitario totale, dalla capillarizzazione territoriale fino alla punta del vertice decisionale. Un inquadramento organizzato di tutte le strutture e del personale al fine di creare un sistema efficiente, che in nome dei principi di dignità, salute, equità, appropriatezza ed economicità, poteva distribuire servizi sanitari in maniera uniforme su tutto il territorio; oggi lo si sta svendendo al privato, una sanità sempre privatizzata riducendo quei diritti che la 833 andava a erogare.

Come Federazione Migep e come sindacato SHC OSS siamo riusciti a fare divenire protagonista l’operatore socio sanitario con la legge detta Lorenzin n. 3 dell’11 gennaio 2018, dove vengono definiti nuovi profili sociosanitari, di assistente sociale, educatore professionale, sociologo, operatore sociosanitario.

Il 27 novembre al forum risk management “40 anni del SSN”, l’oss si è confrontato con i principali attori del Sistema Salute presenti, ha messo in evidenza come è cambiato il suo profilo in un sistema assistenziale; ricordando anche le altre figure esistenti (infermieri generici e puericultrici), ma dimenticate da un sistema politico e sindacale. Figure che hanno collaborato affianco agli infermieri, agli ausiliari, alla nuova figura OTA, e che hanno fatto storia e ancor tutt’oggi esercitano la loro professione. Un’evoluzione per l’OSS che parte da ausiliario, a ausiliario specializzato a OTA, alla nascita sul territorio di figure come AAB – ADA – OAA – ADB – OSA – ASA – ADEST riqualificati poi come OSS attraverso il provvedimento del 22 febbraio del 2001.

Questa categoria, troppo spesso svilita, costituisce la spina dorsale del Sistema Sanitario Nazionale e non viene messa nelle condizioni di lavorare come potrebbe.

“Il Forum è stato un momento importante che ha puntato dritto alla professionalità, formazione, diritti negati, come il lavoro usurante, la necessità di avere un registro nazionale, l’urgenza di applicare la legge Lorenzin, con la nascita del profilo socio sanitario dell’oss a 360 gradi, cercando attraverso i relatori idee e proposte, individuando spunti di riflessione per condividere soluzioni nel continuare a garantire grandi principi di equità e solidarietà verso una professione che vuole cambiare.

Vogliamo sottolineare, come sia stato importante, il ruolo della Senatrice Guidolin, che ha fatto sua la proposta di un disegno di legge a favore degli Operatori Sociosanitari per favorire l’entrata nel sistema di tutela dei “lavori usuranti”. Questo ddl dovrà essere integrato nel decreto legislativo n. 67 del 2011, le categorie che possono esercitare il diritto per l’accesso al trattamento pensionistico anticipato anche per gli operatori socio sanitari.

Ci auguriamo che in questo provvedimento possano entrare anche quelle figure assunti nelle strutture con la qualifica di apprendista, impiegato, operaia/operaio specializzato, assistente formato, assistente di base, addetto assistente, addette alle pulizie, assistente famigliare, socio volontario, operatore tecnico, ecc, pur essendo operatore socio sanitario.

L’obiettivo è quello di garantire, riconoscendo le specifiche professionalità, parità di trattamento a tutti gli operatori nel mondo sanitario e socio sanitario senza discriminazione, superando i vuoti normativi che si sono accumulati nel tempo, attraverso dei decreti attuativi affinché gli OSS, gli Infermieri Generici e Puericultrici – Asa – Osa ecc, che svolgono all’interno del sistema assistenziale mansioni precise e ruoli che non possono che ricadere fra i lavori usuranti.

Dobbiamo intraprendere la strada del cambiamento e capire come, per chi e con chi, e per questo che chiamiamo tutti i colleghi affinché diventino attori del sistema.

Accogliamo l’invito del presidente Fnopi della Toscana che ci deve essere una collaborazione tra tutte le professioni ed è fondamentale e imprescindibile durante il percorso, dare competenze, profilo con massima attenzione, maggiori regole.

Gli interventi susseguiti hanno messo in evidenza una visione di norme che non vanno disattese per una maggior tutela. Ringraziamo l’impegno del Dott Saverio Proia per aver messo in evidenza la necessità di avere chiarezza mettendo in evidenza il ruolo politico in questa fase.

Accogliamo l’invito della Senatrice Barbara Guidolin, posto al forum, l’impegno nel proseguimento dei lavori e della collaborazione proficua instaurata. Invitiamo tutti i colleghi di andare sulla piattaforma #LexParlamento di #Rousseau, o di inviare una mail istituzionale barbara.guidolin.m5s.senato@gmail.com fino al 19 gennaio per dei suggerimenti.

Aspettiamo fiduciosi un risultato che non si arresti a questo ddl ma prosegua verso il riconoscimento professionale e alla piena attuazione dell’area sociosanitaria nata con la legge 3/18, e attraverso incontri con le istituzioni politiche della Camera e del Senato a sviluppare nel corso della legislatura le criticità attualmente presenti a livello normativo.

Salvatore Loriga
Segretario Nazionale Shc Oss

Angelo Minghetti
Fedearzione Migep

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