Infermiera: in attesa della tredicesima, stipendi senza dignità!

Infermieri: stipendi senza dignità!
Infermieri: stipendi senza dignità!

Infermieri in attesa della 13°

Una infermiera ci ha contattati per parlarci della sua situazione, che come dice lei “è comune a moltissimi altri infermieri italiani“. Si parla di stipendi scadenti e dell’attesa della tredicesima per riuscire a sostenere le spese, non soltanto quelle di Natale!

Gentile Redazione,

vi scrivo come richiesto su cosa ci siamo detti telefonicamente con il coordinatore Marco Tapinassi.

Mi chiamo Maria e da 8 anni sono dipendente statale in servizio attualmente presso in un reparto di terapia intensiva cardiologica. Come vi dicevo non sono qui per lamentarmi ma per mettere per scritto quello che accade e che forse tutti sanno ma che se rimanesse soltanto detto non servirebbe comunque a nessuno. Ci tengo anche a dire che la mia realtà è sicuramente migliore di tantissime altre e che sicuramente è uguale a quella di migliaia di colleghi nelle mie condizioni.

Ho quasi 40 anni e sono entrata nel pubblico all’età di 31 anni, dopo gli anni di studio e di gavetta nel privato (dove non sono stata male in fondo). Per salvare vite prendo 1600 euro al mese che si sommano ai 1300 euro di mio marito, impiegato in una ditta di import export.

Stipendi che se sommati sembrano tanti. E lo sarebbero davvero se non fosse che la vita ha regalato a me e mio marito due splendidi maschietti, di 11 anni (Andrea) e di 6 anni (Fabio). Quindi i 2900 euro mensili che entrano, diventano il NULLA.

Mutuo 600 euro, Due auto da mantenere, bollette per 4 persone, spesa, scuola, mensa scolastica, calcio e pallavolo, tasse, condominio.. Il problema sono inoltre le spese varie ed eventuali o quelle saltuarie che seppur importanti arrivano sempre nei momenti peggiori. Manutenzione caldaia, guasto alla macchina, tubo che si rompe, gita scolastica, dentista per i bambini, magari qualche multa.

Ed i soldi non bastano mai. I nonni, fantastici, ci aiutano regalando ai bambini quello che gli serve. Ma non si vive di soli pane e acqua. Se esce un film sugli animali fantastici e tuo figlio vuole andare a vederlo con gli amici, come fai a dirgli di no? In fondo sono 8 euro… più due o tre per i popcorn magari. E ti ribelli da sola all’idea di privare tuo figlio delle sue esperienze perchè quei 10 euro ti servono per le bollette, ad esempio. Le vacanze d’estate? Una settimana al mare in Abruzzo dal fratello di mio marito insieme ai cugini. Settimana bianca? Non scherziamo, chi se la può permettere? Dobbiamo finire a mangiare patate come i nostri nonni in campagna?

E allora che arrivi presto questa tredicesima perchè i regali di natale sono un elenco su un taccuino in attesa di fondi per realizzarsi, ma anche le bollette del gas e della luce, fortunosamente in scadenze al 23 e 27 di questo dicembre, sono lì ad attendere. 

Il mio non è un pianto ma una volontà di testimoniare quanto accade a migliaia di infermieri e professionisti italiani: lavorare nel pubblico, avere un posto fisso e dover aspettare la tredicesima. 

Il lavoro nobilita l’uomo. Non ci vedo niente di nobile. Nè di dignitoso.

Grazie dello spazio e della vicinanza che mi avete dimostrato al telefono.

Vi seguirò sempre più.

Maria, infermiera.

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