Pubblica Amministrazione: definizione, caratteristiche e normativa

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Pubblica Amministrazione: cos’è?

La Pubblica Amministrazione è quell’organismo giuridico che permette la vita dello Stato. Ma quanti sanno di cosa si tratta e su quali fondamenta si basa? Tra principi giuridici e caratteristiche concrete, ecco a voi la Pubblica Amministrazione spiegata senza troppi giri di parole!

Con la parola “amministrazione” si intende letteralmente “cura concreta di interessi”. 

Di per sé, quindi, non si fa riferimento a un concetto prettamente giuridico; invece, nel momento in cui ci si concentra su una amministrazione regolata da norme giuridiche, svolta per la soddisfazione di pubblici interessi e posta in essere da persone giuridiche, si parla di Pubblica Amministrazione, regolata dall’art. 1, secondo comma, del d.lgs. 165/2001, che così recita: “per amministrazioni pubbliche si intendono tutte la amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuola di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Provincie, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato, e agricoltura e lo associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio Sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza nazionale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300”.

La Costituzione, per garantire che le P.A. regolino e rispettino la vita degli individui secondo il bene comune, ha dettato dei principi ai quali ogni amministrazione deve attenersi:

  • Il principio di responsabilità: l’art. 28 della Costituzione stabilisce che i funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione dei diritti: in tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici. Nell’articolo citato ci si riferisce alla responsabilità giuridica in nome del quale il soggetto titolare di pubbliche funzioni, può essere portato davanti a un giudice e condannato per violazione di legge.
  • Il principio di legalità: è il principio più importante ed esprime l’esigenza che anche l’amministrazione, così come ogni altro potere pubblico, sia soggetta alla legge. Questo principio significa che nessun atto è valido se non si fonda sulla legge e non rispetta i limiti da essa impartiti, per indirizzare l’azione e proteggere i diritti dei cittadini.
  • Il principio di imparzialità: previsto dall’art. 97 primo comma della Costituzione, stabilisce che i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità. Questo altro non è che un’applicazione particolare del principio di uguaglianza.
  • Il principio di efficienza: i pubblici uffici devono essere organizzati in modo che sia garantito il buon funzionamento. Il buon andamento richiederebbe che la P.A. fosse organizzata in modo esclusivamente tecnico; invece, essa è subordinata a organi politici, come gli esecutivi dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali.

La Pubblica Amministrazione, accanto ai principi tradizionali, si dota di una serie di parametri giuridici inerenti alla sua attività e alla sua organizzazione. Essi sono:

  • Efficienza: indica il rapporto tra il risultato dell’azione posta in essere e la quantità di risorse impiegate per ottenere il risultato atteso.
  • Efficacia: si fonda sull’analisi del rapporto tra ciò che si è effettivamente realizzato e quanto si sarebbe dovuto realizzare sulla base di un piano e un programma.
  • Economicità: si ha quando il conseguimento degli obiettivi avviene con il minor impiego possibile di mezzi personali, finanziari e procedimentali. Esso impone la realizzazione del massimo risultato in relazione ai mezzi a sua disposizione.
  • Pubblicità e trasparenza: questi due criteri appaiono simili ma la legge 241/1990 ne consente una minima differenziazione. “Pubblicità” fa riferimento all’attività che la P.A. Deve svolgere per comunicare notizie, dati e atti sui cittadini. La “trasparenza” investe ogni aspetto sull’organizzazione come criterio volto ad assicurare forme diffuse di controllo sociale.

La Pubblica Amministrazione, nell’esercizio delle sue attività, produce degli atti, definiti come atti amministrativi che appartengono alla categoria degli atti giuridici, cioè documenti prodotti volontariamente da soggetti del diritto, ai quali l’ordinamento collega determinati effetti giuridici.

La supremazia della Pubblica Amministrazione si esplica attraverso la stesura di provvedimenti, che sono gli atti amministrativi più importanti, le cui caratteristiche e rapporto con il Servizio Sanitario vedremo più avanti.

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