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Emergenza Coronavirus. Alcuni operatori fiorentini ci scrivono e chiedono protezione gli operatori sanitari attraverso DPI idonei.

Egregio Direttore,

se tutti i vertici dell’AOU Careggi avessero preso sul serio il diffondersi e la gravità dell’epidemia, avrebbero gridato un disperato quanto umile: “HELP-non abbiamo le mascherine!” dopo due o tre giorni dall’identificazione dei primi casi (evitando che alcuni operatori si ammalassero con i pazienti stessi).

Al contrario di quanto ci saremmo aspettati è stato preferito incolpare gli stessi operatori della sparizione delle famose e ricercate mascherine.

In seguito ad una nuova richiesta di DPI, ci è stato risposto: “Le mascherine le abbiamo ordinate…” come se il problema potesse risolversi una volta svolto il compitino.
Basti pensare a quante volte abbiamo sentito parlare in queste settimane i nostri politici ed esperti di acquisto di nuovi respiratori e quante volte li abbiamo invece sentiti nominare il drammatico problema della mancanza di DPI per gli operatori sanitari.

A Careggi, tutti noi che siamo in prima linea per combattere contro il propagarsi del Covid 19, purtroppo siamo costretti a fare i conti con la mancata fornitura dei DPI. Nella regione Toscana e in particolare alla AOU-Careggi purtroppo Infermieri, Medici, Operatori Socio Sanitari, Fisioterapisti, Tecnici di radiologia, ecc. sono costretti a lavorare in condizioni di scarsa sicurezza poiché l’azienda non fornisce DPI.”

Le uniche mascherine chirurgiche di tipo ll monouso che utilizziamo ormai da giorni non sono più idonee, portando in alcuni casi alla costruzione di mascherine fai da te”. Chiediamo che tutti gli operatori vengano dotati di mascherine di tipo ffp2 o ffp3 , occhiali di protezione, gel con soluzione alcolica per un corretto lavaggio delle mani da effettuare tra un paziente all’altro. L’utilizzo di tali presidi è fondamentale per permettere di lavorare in sicurezza ed evitare di infettarsi. Ricordo al nostro Direttore Rocco Damone che i livelli essenziali di assistenza per i reparti che si occupano di ricoveri per acuzie, oncologia non differibile, continuano ad essere garantiti e quindi in un quadro di restrizioni stringenti è auspicabile che tutti gli operatori sanitari, siano protetti in modo adeguato.

Il testo unico sulla sicurezza sul lavoro e, cioè, il decreto legislativo n. 81 del 2008all’articolo 74 definisce i DPI come una qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo da rischi riscontrabili durante il lavoro che apporterebbero lievi o gravi danni alla salute. Il soggetto che ha l’obbligo di valutare i rischi e di provvedere alla prevenzione e alla protezione dei lavoratori è il datore di lavoro, infatti art. 18 comma1 lettera D recita: il datore di lavoro deve fornire i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale. Nel caso in cui venisse accertata tale omissione il datore di lavoro rischia la reclusione da due a quattro mesi oltre a un’ammenda dai 1.544 ai 6576 euro per ogni operatore. Chiaramente se tale inadempienza provoca un infortunio o addirittura la morte si valutano altri provvedimenti penali.

Quindi se vogliamo salvare il nostro personale dobbiamo fare urgentemente due cose: scrivere un nuovo protocollo aumentando i livelli di protezione e adoperarci seriamente per avere i DPI in quantità adeguate.

“Vogliamo fare il nostro lavoro”, diamo tutti i giorni il nostro contributo, noi non ci tiriamo indietro; non siamo degli eroi, vogliamo proteggere i nostri pazienti in reparto e i nostri familiari quando ritorniamo a casa.

Operatori Sanitari del Careggi di Firenze