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Il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Genova, Carmelo Gagliano, è chiaro: “gli Infermieri di domani? Più vicini ai Pazienti e meno Dottorini”.

Continuiamo con le interviste di AssoCareNews.it ai protagonisti dell’infermieristica italiana. Dopo i presidente OPI di Brescia e Salerno ora tocca a Carmelo Gagliano, rappresentante degli Infermieri della città metropolitana di Genova. Vediamo come e cosa ha risposto alle nostre domande.

Come vedi l’infermiere tra 10 anni?

Un professionista sempre più al centro dei processi di cura e assistenza in ogni setting dal domicilio, alle scuole, al territorio, negli ospedali ma anche in ogni realtà che si occupa di salute quindi protagonista in aziende che producono tecnologia e prodotti per la salute, in università e in tutte le istituzioni pubbliche non ultima anche in politica a tutti i livelli.

L’infermiere di domani passa inevitabilmente dall’infermieristica di oggi. Quali pensi siano i punti essenziali da affrontare?

Il recupero della relazione con la persona malata. Oggi il vero problema sul quale siamo chiamati a riflettere e’ perché l’infermiere rimane distante dal malato. Paura delle richieste del malato? Siamo in pochi? Le organizzazioni ci lasciano poco spazio??? Personalmente ritengo che la distanza che ci separa dal malato vada colmata con due interventi: un linguaggio vicino ai giovani studenti con maggiore investimento nell’impiego delle tecnologie per il Learning e un aumento in corsia delle ore di tirocinio per He le esercitazioni in laboratorio forse creano distanza con l’esperienza clinica. Ai colleghi docenti chiedo di coinvolgere quanto più possibile gli infermieri dei servizi per portare la loro testimonianza e un costante e appropriato aggiornamento nella presentazione dei contenuti delle lezioni.

A tuo avviso come si potrebbe migliorare il rapporto tra immagine infermieristica e cittadinanza?

A questa domanda ho risposto nella precedente: avviciniamoci al malato. A tutti i livelli che sia malato cronico, che giovane con necessità di interventi educativi, con la presenza nelle scuola, nei quartieri con la grande sfida dell’infermiere di famiglia e comunità, all’interno di grandi aziende, nelle infermerie delle fabbriche, nella direzione delle residenze sanitarie…..i cittadini hanno già una grande stima dell’infermiere solo avendolo conosciuto nei momenti di malattia. Cosa sarebbe se potessero beneficiare delle nostre competenze anche quando non si è malati!

Naturalmente un ruolo centrale per tenere saldo il legame infermieri-cittadinanza compete agli Ordini professionali degli Infermieri soprattutto in materia di intervento deontologico a tutela dei cittadini e dei professionisti tutti. E’ l’OPI che ha la grande responsabilità di svolgere iniziative e partecipare a progetti per dare forza, dignità e Valore all’immagine dell’infermiere.

Infermieri protagonisti in corsia ma non soltanto: quale sarà il ruolo delle società scientifiche nello sviluppo dell’infermieristica?

Questo e’ un tasto dolente e grazie Direttore per aver avuto coraggio nel proporlo. Quando poco fa dicevo che i docenti devono aggiornare i contenuti delle loro lezioni, intendevo dire che dobbiamo rendere più forte il nostro impegno nella ricerca. Stiamo pagando un prezzo troppo alto nel tenere distanti le nostre azioni professionali dalle evidenze scientifiche… Oggi l’infermiere svolge azioni in modo troppo meccanicistico vuoi per paura di conseguenze medico-legali vuoi anche perché non riusciamo a trasmettere un aggiornamento delle competenze in modo uniforme e tempestivo. Quando parlo con Colleghi e siamo nel tema dell’esercizio professionale li provoco sempre chiedendo… Quando e’ stata l’ultima volta che hai letto un testo, un libro, un articolo di interesse professionale?

La formazione infermieristica soffre di mancanza di risorse. Quanto reputi che questo influisca sulla professione e sui professionisti?

La formazione degli Infermieri deve essere fatta dagli Infermieri… Non è soltanto uno slogan ma un punto di snodo fondamentale… la politica deve investire risorse importanti nella formazione degli Infermieri, gli Infermieri devono diventare Professori universitari e rispondere della formazione erogata. Soltanto così possiamo garantire al nostro paese Infermieri capaci e competenti per assistere i cittadini come meritano… senza timori anche con apertura a finanziamenti privati sempre sotto il controllo pubblico e degli Ordini professionali.

Alcune gestioni sembrano prediligere gli infermieri delle grandi realtà ospedaliere cittadine: quale ricetta per impedire che ci siano periferie nella professione?

Il futuro della sanità italiana è garantire sul territorio tutti i servizi necessari per i bisogni di salute della popolazione… gli ospedali dovranno occuparsi sempre più e solo dell’acuzie e delle terapie complesse. Nessuna visione miope, la direzione delle professioni sanitarie deve investire energie e risorse a 360 gradi ma direi a partenza dal territorio prima e poi concludere il percorso negli ospedali. Il futuro deve vedere impegnata l’organizzazione delle professioni infermieristiche e sanitarie dai servizi di cure domiciliari, alle cure palliative, ai servizi territoriali per i malati con patologia cronico-degenerativa, alle scuole, dalle residenze sanitarie e i centri per disabilità varie sino a concludere il percorso in ospedale.

La presente emergenza sanitaria ci ha fatto aprire gli occhi: se avessimo negli anni scorsi fortificato il percorso che ho delineato poco sopra, oggi saremmo senz’altro più organizzati e meglio preparati a gestire le criticità che sono sotto gli occhi di tutti.

Grazie Presidente e buon lavoro!

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