Parla Nella Boni: l’Ordine agli occhi della vecchia guardia!

L'Ordine degli infermieri come evoluzione finale di una battaglia durata decenni
L'Ordine degli infermieri come evoluzione finale di una battaglia durata decenni

Con l’entrata in vigore per legge dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche si è difatto aperta una nuova fase per tutta la famiglia professionale. Abbiamo intervistato Nella Boni, infermiera che negli ultimi quarant’anni almeno ha donato tempo, cuore ed energie per far crescere questa professione e che rappresenta una delle pietre miliari della “vecchia guardia”. Quattro semplici domande per chi, assieme a tantissimi altri pionieri dell’infermieristica moderna, hanno lottato per il bene della professione a vari livelli.

Il raggiungimento dell’Ordine. Un traguardo che arriva forse già in ritardo sui tempi per gli infermieri. Oltre all’identità giuridica diversa, cosa rappresenta a tuo avviso questo cambiamento?

L’approvazione delle disposizioni legislative per la costituzione degli Ordini delle professioni infermieristiche (con la contestuale sostituzione della pregressa regolamentazione dei Collegi professionali IPASVI) può esser sì, considerato un traguardo: quello finale di un percorso iniziato una ventina di anni fa, nel corso del quale sono stati emanati diversi atti legislativi/amministrativi – più o meno significativi – ma tutti orientati a determinare un sistematico sottosistema di regolamentazione per la professione agita dagli infermieri. Per rispondere poi alla domanda, unitamente al passaggio all’Ordine, il testo legislativo ha anche innovato le relative disposizioni gestionali e funzionali e tutto ciò può sì comportare cambiamenti…. E il vero cambiamento sarà la partecipazione attiva e consapevole di ogni iscritto affinché l’attuazione di dette disposizioni siano effettivo supporto alla professionalizzazione di ogni Infermiere.

L’Ordine è soltanto l’ultimo successo su scala cronologica per la famiglia professionale. Quale rappresenta, invece, il traguardo più importante del passato?

Personalmente sono affezionata alla partecipazione nazionale avutasi quando gli infermieri hanno manifestato per sollecitare la promulgazione del decreto del ‘Profilo professionale per l’Infermiere’. Altri importanti eventi come il passaggio della formazione in ambito universitario o significativi per l’esercizio professionale, come l’abolizione del cosiddetto ‘mansionario’, non hanno suscitato quell’adesione identitaria che necessitavano.

L’infermiere dovrebbe per sua natura tendere al futuro. Dopo l’Ordine quale possibile traguardo all’orizzonte pensi potrebbe essere quello di maggior importanza per la nostra professione?

Appartengo alla categoria dei ‘pensionati’ e, una domanda siffatta, mi spiazza anche perché il “futuro” in argomento non è né un’esercitazione grammaticale, né un astratto di / per qualcosa di indefinito, né una partita in cui un infermiere gioca, da solo e simultaneamente, i ruoli di attaccante, ala, difensore ed arbitro. Nell’attuale stato di cose ritengo che gli infermieri necessitino, in prima battuta di un ‘ dignitoso’ rinnovo del contratto di lavoro: condizione essenziale affinché un infermiere, con altri infermieri – tanti altri infermieri – accetti / accattino di mettere in comune le loro capacità individuali e professionali per progettare il futuro: ovvero il costante adeguamento della professionalità infermieristica ai bisogni di salute della collettività in cui opera e nei relativi mutevoli ambienti /contesti di vita.

Ammettiamo per dovere di cronaca storica che a tuo modo hai anche tu contribuito ad un pezzetto di storia dell’infermieristica. Cosa pensi possa rappresentare l’infermiere nel futuro?

Ah poter avere una palla di cristallo e vederci dentro il video del nostro ed altrui futuro!!!

Penso che l’interesse di una predizione vada riferito all’entità professione piuttosto che al singolo infermiere, sono infatti una fautrice del principio della determinazione consapevole ed autonoma: premessa per l’attribuzione di meriti o demeriti a comportamenti personali. (Utilizzo il “se” quale introduzione ad un’ipotesi) ‘Se la professione infermieristica proseguirà nel solco della propria essenza fondante, ovvero la cura / aiuto all’altro, dovrà definire un’organizzazione infermieristica atta a far esprimere all’unisono – singolo o gruppo di professionisti – un’assistenza infermieristica adeguata, per tecnologia applicata e competenze relazionali alle mutevoli esigenze della popolazione.

 

Ringraziamo Nella Boni, meravigliosa personalità dell’infermieristica italiana.

Potrebbe interessarti...