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Infezioni ospedaliere ecco le definizioni da conoscere.

Infezioni ospedaliere ecco le definizioni da conoscere.

Ridurre la diffusione di microrganismi patogeni in ambito ospedaliero è fondamentale per contenere la resistenza batterica agli antibiotici.

Le precauzioni standard sono la misura da adottare per ridurre la diffusione di organismi patogeni. La catena della diffusione passa per una fonte e raggiunge un ospite mediante trasmissione. Per particolari agenti patogeni vanno adottate precauzioni aggiuntive.

Le infezioni in ambito ospedaliero vengono trasmesse attraverso una catena di fattori che si intersecano tra loro, questa catena parte da una fonte per giungere ad un organismo ospite, così avviene la trasmissione dell’infezione.

Impedire la disseminazione in ambiente ospedaliero di microrganismi patogeni e contenere la resistenza batterica agli antibiotici adottando, unitamente alle precauzioni standard (destinate alle manovre di assistenza di tutti i malati indipendentemente dalla loro diagnosi o presunto stato di infezione), le precauzioni aggiuntive basate sulle vie di trasmissione (destinate alle manovre di assistenza di pazienti specifici). Le precauzioni aggiuntive devono essere usate in caso di pazienti con colonizzazione/sospetta o accertata infezione dovuta a microrganismi rilevanti sotto il profilo epidemiologico.
Fornire degli strumenti per la comunicazione tra i professionisti, in merito alle precauzioni da adottare e all’educazione sanitaria del paziente e/o care giver/familiari.

La trasmissione di infezioni all’interno di un ospedale avviene tramite una catena: fonte, ospite e via di trasmissione.
Un microrganismo può avere un’unica via di trasmissione, mentre un altro può essere trasmissibile per più vie (es. varicella: via aerea, contatto; VRS: droplet, contatto). La conoscenza della via di trasmissione di una malattia è fondamentale per consentire l’applicazione delle misure di controllo ed interrompere la diffusione.

Ecco le definizioni di carattere epidemiologico che ricorrono nell’uso comune clinico quando si parla di trasmissione di infezioni:

  • Sorgente o Fonte: oggetti inanimati, superfici contaminate, flora transitoria e resistente, paziente stesso.
  • Vettore: colui che porta, può essere animato oppure no; vi sono vettori detti “biologici” che replicano l’agente eziopatogenico mentre altri detti “maccanici” che veicolano senza riprodurre;
  • Ospite: specie al cui interno si sviluppano situazioni di commensalismo, parassitosi, simbiosi mutialistica. tali soggetti possono essere detto e “definitivi” quando la fase di riproduzione avviene al loro interno con la replicazione dell’agente eziopatogenico. Nell’uomo succede spesso che alcuni soggetti sviluppino una resistenza ai microrganismi patogeni individuale; alcuni fattori influenzano tale resistenza come età, comorbilità, alcuni trattamenti, ecc. possono rendere i pazienti più suscettibili alle infezioni. Riferendosi all’ospite possiamo parlare di caratteristiche come recettività e contagiosità.
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Dott.ssa Giulia De Francesco

Infermiera, classe 1994. Vive a Imola e lavora presso l’Istituto di Montecatone - Ospedale di Riabilitazione; ha prestato la sua opera in passato nell'AUSL Romagna. Laurea in infermieristica con Lode presso l'Università di Bologna, I sessione (ottobre 2016). Master in funzioni di coordinamento con Lode presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, I sessione (novembre 2018). Una pubblicazione scientifica sulla rivista italiana ANIPIO "Sperimentazione di una check-list per implementare un Bundle per la prevenzione delle batteriemie correlate a Catetere Venoso Centrale" (ottobre 2017). Ama leggere e camminare, non datele un microfono perché improvvisa un karaoke ovunque.

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