Gaslini: progetto Infermieri per aiutare i piccoli pazienti di Tunisi!

Dal Gaslini a Tunisi per il bene dei piccoli!
Dal Gaslini a Tunisi per il bene dei piccoli!

Dal Gaslini a Tunisi!

Infermieri dell’Ospedale Gaslini di Genova protagonisti in un progetto di scambio con un ospedale pediatrico di Tunisi! Un’esperienza magnifica per il bene dei piccoli pazienti!

Intervista ad una dei protagonisti, la collega Morgana Bacherini, Infermiera pediatrica di rianimazione presso l’ospedale Giannina Gaslini di Genova

Un progetto solido in favore dei pazienti più piccoli: come puoi descriverci la vostra spedizione?

Sarebbe da descrivere questa esperienza con una sola parola:meravigliosa! Un progetto che il Gaslini, in collaborazione con l’Hopital La Rabta di Tunisi,ha voluto fortemente,per far sì che vedessimo con i nostri occhi le differenze per ciò che riguarda l’assistenza,il tipo di intervento chirurgico e l’approccio al malato.;oltre a ciò la possibilità,da adesso in poi,di poter far arrivare al nostro istituto i bambini con patologie cardiache complesse da operare.

Dal Gaslini a Tunisi, la competenza degli infermieri italiani è stata ben rappresentata presso l’Hopital La Rabta. Quali differenze importanti avete trovato rispetto all’Italia?

L’impatto con l’Hopital La Rabta è stato forte,in termini di struttura,materiali,competenze. Rispetto all’Italia le differenze sono molteplici. Si parte dal tipo di assistenza infermieristica che è rimasta a 30-40 fa. Purtroppo non hanno concezione di sterilità,di infezioni ospedaliere,della loro prevenzione,di organizzazione del lavoro purtroppo. Certo è che non hanno neppure i materiali e tutti i nostri mezzi,ovvero corsi di aggiornamento etc,per poter far sì di migliorare il loro operato,mancano i farmaci necessari per poter trattare i pazienti. In quei luoghi ti rendi veramente conto di quanto possiamo essere fortunati noi infermieri italiani,che spesso ci lamentiamo,me compresa. Noi abbiamo a disposizione tutto per poter fare una “buona” Assistenza Infermieristica,volutamente maiuscolo.

Il sorriso di un bambino regala la stessa emozione qualsiasi sia la sponda del mare in cui siamo. A livello personale cosa hai provato ad andare nel nord Africa come infermiera in questo momento storico?

È vero,il sorriso di un bambino regala la stessa emozione in qualsiasi luogo del globo, ma soprattutto i loro occhi regalano emozioni che ti devastano.

È stata un’esperienza che mi ha arricchito sia a livello professionale che a livello personale,nonostante in Africa la donna sia ancora considerata “inferiore” o comunque dipendente da un uomo. Professionale perché ho lavorato in un ambiente non protetto,senza le mie sicurezze,senza i miei soliti materiali etc ma ho cercato di apprendere ciò che di diverso,e che mi sembrava più efficace del mio metodo,facevano gli infermieri del posto. Ho cercato di plasmarmi con loro,senza arrivare a gamba tesa e dire:”No,stai sbagliando”,ho adottato il metodo:insieme possiamo far meglio per il bambino.

A livello personale è stato un arricchimento totale e globale,mai dimenticherò gli occhi di ogni singolo bambino che abbiamo operato,mai dimenticherò il ringraziamento dei loro genitori,i loro occhi lucidi,addirittura gli inchini nei nostri confronti. Un’esperienza che ogni infermiere dovrebbe fare almeno una volta nella vita, torni e ti senti cambiato,ti senti felice,ti senti fortunato. Fortunato per tutto ciò che ho e che prima non apprezzavo.

Ringraziamo la collega per la concessione. Complimenti per l’impegno e la professionalità!

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