Infermiere si toglie la vita con Propofol. Sotto stress per troppi turni doppi e riposi saltati.

🔴 👉 Si è tolto la vita con Propofol iniettato in vena. Infermiere muore dopo somministrazione del farmaco in bolo. Lavorava in sala operatoria.

E’ accaduto in Lombardia. La notizia è di qualche giorno fa. Un Infermiere quarantenne si è tolto la vita dopo essersi auto-iniettato del Propofol in vena. Lavorava in sala operatoria. Lascia la moglie e due figli. Ancora ignoti i motivi del folle gesto. Non ha lasciato lettere o indizi. Ultimamente i colleghi lo vedevano troppo nervoso. Faceva abuso di caffè e di nicotina. Era forse sotto stress per i troppi turni doppi e per i riposi saltati.

Nei giorni scorsi l’estrema soluzione tutta personale. Passare a miglior vita come accaduto al suo idolo, Michael Jackson. Si era procurato il farmaco probabilmente rubandolo nell’Unità Operativa dove lavorava, ovvero in sala operatoria. I colleghi, Medici, Infermieri, Oss e altri operatori della salute che lo conoscevano sono ancora increduli.

Cos’è il Propofol.

Si tratta di un farmaco anestetico e un agente ipnotico (a breve durata d’azione), che viene somministrato per via endovenosa. Il farmaco viene spesso utilizzato dagli anestesisti come principale agente di induzione dell’anestesia. Usi eccessivi possono portare alla morte.

Qualche settimana fa un altro tentativo di suicidio.

Qualche settimana fa parlavamo di un tentativo di suicidio simile. Il collega venne salvato per caso. A convincerlo a compiere il folle gesto era stata la mancata accettazione di un cambio alla pari per tornare al sud d’Italia.

Troppi turni doppi, tra stress e Burnout.

Già in passato alcuni sindacati avevano sollevato il problema. Diversi operatori si erano rivolti al supporto psicologico dell’azienda sanitaria per chiedere aiuto. Doppi turni, riposi saltati, ritmi circadiani invertiti erano all’ordine del giorno. Oggi la notizia sulla decisione dell’Infermiere di togliersi la vita.

Uniti si batte il mostro.

Quanto accaduto dovrebbe farci riflettere tutti. Invece di continuare a litigare sul web e sui social perché non ci si unisce per combattere tutti assieme contro gli abusi e i soprusi delle aziende sanitarie? A voi la risposta.

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