Pubblicità

È un buon momento per essere Infermieri…

E’ un buon momento per essere Infermieri, perchè svolgere la professione che si è scelta, per la quale ci si è formati e che negli anni ci ha dato più di quanto noi abbiamo dato ad essa, e svolgerla nelle condizioni peggiori possibili, ti offre l’opportunità di andare in giro a testa alta, in particolare di fronte a coloro che fino a ieri hanno sottovalutato e sminuito l’importanza del nostro ruolo, in primis parte dell’opinione pubblica.

E lo è perchè ci permette, una volta per tutte, di renderci conto che non possono esistere conflitti intraprofessionali, nè interprofessionali, se non in qualche remoto angolo sperduto dei Social. In un equipe, in qualunque ambito ospedaliero o territoriale, non esiste l'”io”, ma solamente il “noi”, perchè solo il “noi” può permettere di trasformare ciò che sembra impossibile in qualcosa di realizzabile.

E’ un buon momento per ricordare a noi stessi, abituati a prenderci cura dell’altro, di prenderci cura dei nostri affetti più vicini: diamo per scontata la nostra immortalità e la loro, ma la domanda che dobbiamo porci è solo una; “quanto tempo ancora ho per dimostrare a chi amo che è la parte più importante, o forse l’unica, della mia vita?”.

E’ un buon momento per essere genitori, perchè siamo chiamati ad essere educatori e ad insegnare ai nostri figli i veri valori della vita, al netto di tutto il superfluo con il quale abbiamo rivestito la nostra agiata vita degli ultimi decenni. E abbiamo il dovere di riscoprirli insieme a loro, noi che in questi anni abbiamo vissuto come paura peggiore l’esaurimento della batteria del nostro cellulare: siamo una generazione che ha vissuto di certezze,che le ha sempre pretese “ora e subito”, e che si trova completamente spiazzata dall’incertezza di questi giorni: ma la vita, quella vera, ci offre poche certezze, e queste devono essere la stella polare del nostro essere e del nostro agire. Insegnare ai nostri figli che esistono comportamenti corretti (seguire le regole, anche se non ci piacciono), e comportamenti scorretti (fare ciò che si vuole, quando lo si vuole, come lo si vuole), questa si, che è una certezza.Ma non saranno le nostre parole a convincerli, sarà solo il nostro esempio.

E’ un buon momento per sviluppare il nostro senso critico nel scegliere le fonti delle informazioni, senso sopito da tanti anni di allattamento volontario da Social e dalla loro capacità di dare diritto di parola equalitario a chi ha le competenze per esprimersi su un dato argomento, e chi no, e che negli anni ci ha offerto quella straordinaria opportunità che fin da bambini abbiamo cercato: cercare,scartando ciò che non ci piace, fino a quando si trova qualcuno che dice esattamente ciò che vogliamo sentire.

E’ un buon momento per i nostri Ordini Professionali, per mettere in atto inziative concrete a favore degli iscritti, che siano agevolazioni economiche o sviluppo di politiche a supporto del Corpus professionale in sinergia con gli Assessorati preposti: a loro, e alle rappresentanze sindacali e professionali, è offerta la possibilità di vivere il presente a fianco dei professionisti, e di preparare il futuro, perchè quando tutto sarà passato, sarà il tempo delle rivendicazioni professionali, economiche e culturali delle nostre categorie, e il loro ruolo sarà fondamentale.

E’ un buon momento per accellerare nell’ambito lavorativo perchè richiesto dalla situazione contingente, ma al contempo per rallentare nel nostro vissuto personale, trovando il tempo per rimettere in ordine ciò che conta realmente, e per capire dove volgere il nostro sguardo è sufficiente ricordarsi che “l’essenziale è invisibile agli occhi”, come ci ha insegnato un Piccolo Principe che molti di noi hanno incrociato.
E’ un buon momento per avere paura, perchè esiste solo un tempo per poter avere coraggio; non quando sappiamo già come affrontare una situazione, ma quando abbiamo veramente paura di farlo.
Ho terminato tre turni notturni di 12 ore consecutivi nei quali ho avuto la fortuna di svolgere la mia professione con tutto l’impegno possibile, esponendomi come tutti i colleghi ai rischi di contrarre il virus, e ho l’immodesta convinzione di avere offerto il mio piccolo contributo: so che nei prossimi giorni mi aspettano altri due turni da 12 ore, ma non ho nessuna intenzione di rallentare, per lo meno fino a quando mi sarà possibile.
A chi mi chiede perchè, rispondo sempre la stessa cosa: è un buon momento per ringraziare tutte le persone che hanno segnato la mia vita, che mi hanno educato, formato e sostenuto nei momenti più difficli (e ne arriveranno altri, ne sono certo), dimostrando loro che il bene più prezioso che mi hanno donato, il loro tempo, non è stato sprecato.

Si, è un buon momento.

Michele Borri, Infermiere