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Operatrice Socio Sanitaria denuncia l’inadeguatezza delle misure approntate nella sua realtà privata: anche qui il rischio è reale ma nessuno ci tutela!

OSS racconta il Coronavirus vissuto come operatori di una RSA: tra contatto con i parenti, mancanza di DPI e rischio infettivo.

Gentile Redazione

sono operatrice in RSA e vi devo dire che nelle strutture private rischiamo come in ospedale e siamo meno tutelati.

Fino a pochi giorni fa i nostri ospiti potevano andare in ospedale a far visite e consulenze ma a nessuno è stato fatto il tampone. Il direttore sanitario non ha voluto impedire l’accesso ridotto da parte dei parenti in visita e non abbiamo DPI sufficienti (2 maschere e amuchina superfici che non basta neanche per una settimana di utilizzo per bene).

Il rischio è reale e abbiamo ospiti fragili e famiglie a casa che ci aspettano. Sui giornali si legge soltanto di personale di pronto soccorso e ambulanza ma il virus è un problema anche per noi.

Grazie da tutti noi.

“Mariella” Mariani.

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Gentile Mariella

grazie per averci scritto per raccontare la realtà che pensiamo comune a tante strutture private. Certamente queste virus merita rispetto, senza ondeggiamenti tra panico e incoscienza. Riguardo le cose che denunci, penso sia il caso di riaprire un dialogo con la vostra direzione perchè a quanto dici sta esponendovi un pò troppo. Avete provato a interpellare i sindacati in merito?

Questo momento di crisi passerà e se siamo fortunati porterà una maggior consapevolezza rispetto all’importanza dei professionisti coinvolti.

Continua a seguirci,

Marco Tapinassi

vicedirettore AssoCareNews.it