Mindfulness come strumento di cura per gli infermieri!

La dott.ssa Bertaccini il giorno della discussione!
La dott.ssa Bertaccini il giorno della discussione!

Noemi Bertaccini è una giovane infermiera neolaureata presso l’Alma Mater Studiorum, l’Università di Bologna.

Se nella sua tesi vi aspettate di trovare argomenti “classici”, siete assolutamente fuori strada: l’elaborato di Noemi verte su tematiche che anticipano il prossimo futuro dell’assistenza!

La tesi, dal titolo Assistere chi assiste: la Mindfulness come strumento di cura per il professionista Infermiere, ci parla di una tecnica poco conosciuta ma dalle grandi prospettive. Ce la spiega la stessa neo dottoressa in questa intervista, abstract della tesi a seguire.

 

Come mai hai deciso di incentrare la tua tesi su questo argomento?
E’ da quando sono piccola che ho sempre avuto la passione per quanto riguarda il mondo e la filosofia orientale.

Ho sempre stimato le persone che ritagliano tempo per se stesse e che per farlo intraprendono un percorso meditativo interiore. perchè sembra una cosa banale, ma è molto impegnativa da effettuare.

Come dice il maestro indiano yoghi Paramahansa Yogananda: “meditare è un’arte che ha bisogno di tanto tempo per essere appresa e non è così facile e soprattutto non lo è per gli occidentali perchè abituati ad aver poco tempo per vivere”

Affermazione verissima, e per questo motivo ho deciso di fare la mia tesi su questo argomento: ho unito il mio essere e il mio mondo portando un pò di me in quello che voglio realmente fare.

 

Che cos’è il mindfulness?
La mindfulness viene tradotta letteralmente con la parola “consapevolezza” ed è una tecnica di meditazione di origine buddista che viene adattata ai contesti quotidiani e all’esperienza di vita normale che una persona vive tutti i giorni.

Una definizione classica di mindfulness la possiamo trovare descritta da un pioniere di questo approccio in campo cinico: Jon Kabat-Zinn, ovvero:

“mindfulness significa prestare attenzione in modo particolare, e cioè con intenzione- al momento presente e in modo consapevole. “

In altre parole, questa tecnica invita la persona a vivere il momento presente in modo consapevole e dentro al cosidetto “qui ed ora”, accettando tutto quello che succede senza giudizio.

Infatti, le persone fanno molta fatica a vivere in modo semplice, per questo motivo si ha sempre la necessità di godere del momento presente per raggiungere la pienezza del vivere. Però, in opposizione, la pienezza di vita comprende anche il suo lato negativo (sofferenza e dolore), e proprio qui questa tecnica insegna a non respingere questo aspetto negativo, ma ad accettarlo per quello che è e facendone motivo di crescita personale. Ecco il motivo per cui mindfulness viene tradotto con la parola consapevolezza.


Secondo la tua tesi e le tue opinioni, quali vantaggi potrebbero derivarne per gli infermieri?

Questa tecnica, come è stato dimostrato, è molto utile per le figure sanitarie perchè riduce soprattutto il livello di stress e le sue forme stress-lavoro-correlato, come burnout, compassion fatigue e/o maral distress.

Più un infermiere è rilassato e sereno e più sarà in grado di garantire le migliori cure ottimali alla persona che ha di fronte a sè. Per questo motivo, la mia tesi va a soffermarsi sull’importanza della cure del self-care, ovvero della cura che l’infermiere deve avere nei confronti di se stesso al fine di promuovere la propria integrità fisica e psicologica.

Altri effetti significativi riscontrati dalla pratica di questa tecnica sono stati: incremento empatia, diminuzione ansia e depressione e sofferenza, ed aumento della qualità di vita.

Molti sostengono che le cure complementari saranno il mezzo per esaltare l’infermiere del futuro. Cosa ne pensi a riguardo?

Nel mese di marzo ho iniziato il master di I livello in “cure complementari e terapie integrate” e posso dire di essere una grandissima sostenitrice di queste cure.

Sono assolutamente convinta del fatto che ognuno di noi abbia un proprio potere di autoguarigione che dovremmo saper sfruttare al massimo, invece di magari affidarci subito all’utilizzo di un medicinale, anche solo per un semplice mal di testa (ovviamente si intende un fastidio che escluda l’ipotesi di una qualsiasi patologia grave).

Le cure complementari sono cure che comprendono varie tecniche suddivise in diversi gruppi come quelli di:

  • prodotti naturali

  • tecniche mente-corpo

  • pratiche di manipolazione corporea

e sono cure che si caraterizzano per aver assunto una visione globale e integrale della persona, ovvero una visione olistica. Questa è una concezione che è molto affine all’atteggiamento professionale infermieristico e proprio per questo motivo credo fortemente in queste cure e credo che dovrebbero essere integrate ovunque nella pratica.


Tutta una carriera di fronte a te. Che tipo di infermiera vuoi essere per i tuoi pazienti?

Io per i miei pazienti vorrei essere un’infermiera completa, ma prima di tutto vorrei essere considerata come una persona al loro pari, senza nessun tipo di rapporto formale. Vorrei accogliere non solo la parte fisica della persona, ma anche il loro spirito e creare un integrazione con loro, perchè davanti alla sofferenza e al dolore siamo tutti uguali.

Vorrei soddisfare i loro bisogni ed essere presente sempre, alleviando la sofferenza e le difficoltà. Vorrei arricchirmi grazie all’incontro che avrò con ogni paziente e persona e questo è un obiettivo che mi impegnerò di rispettare.

 

Questo l’Abstract della tesi della dottoressa Bertaccini.

Introduzione: lo stress lavoro-correlato coinvolge una parte sempre più significativa di professionisti infermieri e può rappresentare un elevato fattore di rischio per lo sviluppo di complicanze, sempre più diffuse, quali burnout, compassion fatigue e moral distress. Tra i diversi approcci preventivi nei confronti di tale fenomeno, i più efficaci rientrano all’interno delle cosiddette terapie non farmacologiche o “cure complementari” e, tra queste, la mindfulness (una forma di meditazione basata sulla consapevolezza) suscita negli ultimi decenni un forte interesse da parte della comunità scientifica.

Scopo della ricerca: valutare, attraverso un processo di revisione della letteratura, se le tecniche di mindfulness applicate agli infermieri possano rappresentare un fattore preventivo rispetto allo stress lavoro-correlato.

Materiali e metodi: la revisione è stata effettuata sui principali database scientifici ed ha tenuto conto di valide evidenze (RCT, revisioni, qRCT) che valutassero gli effetti della minfulness sullo stress infermieristico lavoro-correlato.

Risultati: sono stati selezionati 9 studi, dai quali emerge trasversalmente che la mindfulness sembra essere efficace, in modo significativo, nella riduzione dei livelli di stress. I programmi di meditazione sembrano apportare effetti positivi che vanno oltre il livello di stress, contribuendo ad aumentare il benessere, il livello di autocura, di attenzione, compassione e concentrazione.

Conclusioni: risultati così uniformi suggeriscono da un lato la possibilità concreta di implementare le tecniche di mindfulness all’interno dei contesti assistenziali, dall’altro la necessità di approfondire ulteriormente la ricerca in tale direzione.

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