Elenchi Speciali Professioni Sanitarie: una-maxi sanatoria che non tutela il Cittadino.

È passato praticamente sotto silenzio il decreto ministeriale con cui oggi c’è stata una ennesima sanatoria, stavolta nella sanità.

20mila operatori che non hanno i titoli per iscriversi al nuovo “super albo” che raggruppa dai fisioterapisti agli optometristi agli addetti alla radiologia all’igiene dentaria, dietisti e chi più ne ha ne metta, 20 mila che non hanno conseguito i titoli richiesti ma che negli ultimi dieci anni abbiano svolto una attività anche non continuativa di almeno 36 mesi sia nel pubblico sia nel privato sia come liberi professionisti possano accedere, entro fine anno, ad un elenco speciale del suddetto Ordine.

Chi sono, queste persone? Sicuramente moltissimi di loro ottimi professionisti, che pur non avendo un titolo abilitante avranno imparato il mestiere, e soprattutto se hanno lavorato ( non si sa come, senza avere un titolo ma transeat) nel pubblico o in strutture private abbiano acquisito una certa capacità.

Ma quelli che hanno fatto per tre anni negli ultimi dieci anche in modo discontinuo libera attività, quale garanzia di capacità professionale potranno assicurare a malati che adesso li vedranno affiliati ad un albo professionale, ma loro ( i malati) ovviamente la differenza tra chi è iscritto per titoli e chi per sanatoria certo non saranno in grado di rintracciarla?

Certo non stiamo parlando di chirurghi o cardiologi.

Ma si sbaglia di grosso chi pensi che possa fare meno danni un tecnico che stabilisca come fare una protesi all’orecchio o al ginocchio, uno che prescriva quale regime dietetico sia meglio seguire, un logopedista o uno che si occupi dell’igiene dentale, un ortottista o un riabilitatore neuromotorio dell’età evolutiva e moltissime altre professioni incluse nell’elenco.

Possono fare danni enormi, sottovalutando comorbiditá, applicando protocolli non aggiornati, o semplicemente ignorando capisaldi della loro professione, non avendola studiata come e quanto un omonimo che invece abbia il titolo per iscriversi all’albo.

Ma sono 20 mila persone che avrebbero perso il lavoro, è l’obiezione.

Innanzitutto: è vero che prima della istituzione del super ordine tutti andavano in ordine sparso, ma il tempo per mettersi in regola riprendendo gli studi c’è stato: perché una sanatoria?

E poi, se proprio bisognava tutelare innanzitutto il lavoratore e poi il malato, si poteva pensare ad un percorso di aggiornamento professionale come condizione per iscriversi all’elenco speciale, come per altro richiesto dal presidente del maxi ordine.

Il fatto è che stiamo parlando della salute delle persone, l’iscrizione ad un Ordine ( medico, infermieristico eccetera) non è solo un fatto burocratico: certifica che si hanno titoli e capacità per entrare a far parte di quella organizzazione. Di questo, si fida il malato.

Viceversa, viceversa.

Gerardo D’Amico, giornalista sanitario RAI e scrittore.

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