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Coronavirus, Professioni Sanitarie e quella richiesta rimandabile. Intervento del TSRM Calogero Spada relativamente alla proposta di apertura di un tavolo di conciliazione per gli operatori vittime del COVID-19.

Egr. Direttore di AssoCareNews.it

In queste convulse e complicate giornate da film da fantascienza post apocalittica, dal titolo “COVID-19”, si apprende [1] di una iniziativa da parte della FNO TSRM PSTRP, di richiesta ad una serie di personalità istituzionali (compresa, addirittura, la prima carica dello Stato), di apertura di un tavolo di conciliazione per indennizzare i professionisti sanitari vittime del coronavirus, contagiati per non aver potuto disporre dei dispositivi di protezione individuale (DPI), e le loro famiglie [2].

Nobile e giusta iniziativa, che però al momento potrebbe essere classificata come “contesa assolutamente rimandabile”, visto che ancora non si dispone, come lo stesso richiamato rapporto Gimbe/ISS indicherebbe, di dati certi, a causa di varie sottostime, in un momento in cui, peraltro, essendo il periodo di crisi tutt’altro che conclusosi, e dove l’attenzione del dibattito istituzionale in sede Europea ed internazionale si stia maggiormente focalizzando sui metodi (pure incerti) di politica economico-finanziaria di “covid-exit”,  è impossibile disporre di dati finali, di stima del danno, come anche e soprattutto, delle reali possibilità di risarcimento dello stesso.

È di unanime attuale coralità il messaggio di razionalità e buon senso delle istituzioni politiche, civili, religiose etc., di affrontare a testa bassa, ed in modo serio e concreto l’emergenza, riunendoci come unico popolo di un unico pianeta (vedi il caso dei professionisti sanitari inviati in Italia dalla pure più modesta, ma signorile Albania, nonché dalla Polonia, mentre anche le nostre risorse umane tutt’ora non siano proprio ottimamente distribuite sullo scenario nazionale – altro tasto dolente di tutto un sistema sanitario mondiale che si è dimostrato impreparato a pure tali pronosticabili scenari.

Alla luce di tutto ciò, quindi, ove pure ben tanto altro ci sarebbe da analizzare per caratterizzare una realtà che al momento non si può proprio dichiarare sia sotto controllo, pare ulteriormente fuori luogo comporre ora il primo passo di una tale azione legale che comunque, è bene rimarcarlo, non ristorerebbe i compositi danni di decenni di disattenzione anche degli stessi organi rappresentativi nazionali delle professioni sanitarie, che stanno pagando più di tutti per anni di politiche sbagliate.

Come giustamente affermato dal Presidente Conte: «la storia non avverte»: significa che quando la storia propone i suoi nuovi capitoli, i popoli e le nazioni non soltanto non possono farsi sorprendere in atteggiamenti non all’altezza, ma pure quando ciò accadesse, per le straordinarie fattispecie determinatesi (come nel caso corrente), dovrebbero anzitutto pensare a dare giusta priorità a ciò che sia necessario ed irrinunciabile, per rimandare ogni altra questione ad un “dopo”, che al momento è certamente temporalmente inidentificabile.

Pertanto, al di là delle pure condivisibili fattispecie lamentate, che paiono di buon senso in ordine ad un serio richiamo sul limitare quanto più è possibile il contagio negli ambienti ospedalieri, che rischiano di trasformarsi nei più classici “serbatoi di infezione” della catena infettiva, ed a parte un non ben inteso “tecnicismo” normativo, di violazione dell’art. 32 Cost., che in tema di DPI andava – eventualmente –  seguito con seria continuità in tempi assai meno sospetti ed anche con ben altri sistemi, primi fra tutti una formazione più efficace di quella da “diplomificio ecm” … ed una più puntuale azione di denuncia di ogni eventuale non conformità …

Ebbene, carissimi dott. Alessandro Beux e dott.ssa Laila Pierciballi,

Prima di chiosare con le «scelte scellerate della politica»; prima di richiedere l’apertura di prematuri «tavoli tecnici» (ove probabilmente, come più volte accaduto, non sarete nemmeno convocati) e soprattutto prima di riservare assai improbabili azioni giudiziarie … che al momento voi stessi indirizzate a ristoro di «4.824 professionisti sanitari che hanno contratto un’infezione da Covid-19, pari al 9% del totale delle persone contagiate» …

Che ne dite di parlare di oltre 28 mila TSRM, che hanno rimediato una autentica FIGURACCIA con i due interventi del Presidente FNO TSRM PSTRP alla camera ed al senato, rispettivamente il 04 Marzo 2020 [3] e il 13 Febbraio 2019 [4]?

Basti pensare che anche l’ASSOFERMET, che pure rappresenti lavoratori che, diversamente dai TSRM NON trattino effettivamente e direttamente l’agente pericoloso (le radiazioni) ed i soggetti destinatari delle cure (i pazienti/utenti), abbia fatto una ben migliore figura, andando subito al punto, non tergiversando in atteggiamenti fuori luogo (ringraziamenti a soli medici ed infermieri), e facendo notare aberranti novità normative del nuovo d. lgs. di recepimento della dir. 2013/59/Euratom, che causerebbero sprechi, confusione e potenziale danno economico (nella specifica fattispecie si parlava dei controlli radiometrici sui materiali commerciali, che attualmente vengono espletati in dogana – come sarebbe opportuno continui ad essere – ma che la nuova norma vorrebbe delocalizzare “a destino”, ossia al committente finale, con gravi complicazioni in caso di riscontrata radioattività).

A quanto pare si cerca scampo in queste azioni soltanto per coprire un fallimento determinato dal puntare tutta la partita della emancipazione e valorizzazione dei TSRM sulla traduzione del temine “practiotioner”, quando invece erano ben altre le più forti motivazioni per perorare la causa di riconoscimento sia della “partecipazione” al processo clinico (giustificazione), sia delle competenze squisitamente tecniche (ottimizzazione) – a dei tecnici laureati con laurea triennale e specialistica; fallimento che ha significato il ricondurre indietro di un secolo professionisti che sicuramente possiedono sia i titoli, sia le competenze necessarie, relegandoli ancora una volta al ruolo fortemente umiliante e degradante di meri esecutori.

A questo punto, saranno ben altre le azioni legali che si dovranno impugnare. Prepariamoci tutti.

Calogero Spada, TSRM e Dottore Magistrale

Note:

  1. AssoCareNews.it
  2. Prot 3672020 FNO TSRM PSTRP
  3. http://webtv.camera.it/evento/16049
  4. http://webtv.senato.it/webtv_comm_hq?video_evento=939