Infermieri e medici: sempre più pazienti scelgono Dottor Google!

Dottor Google: una presenza ingombrante e spesso deleteria!

Smartphone, tablet e pc portatili sono strumenti utilissimi ma a volte deleteri, sopratutto in corsia!

Infermieri, medici ma anche professionisti sanitari e oss: tutti contro Google! Il potente motore di ricerca che ha valorizzato il web viene usato in maniera confusa e anche pericolosa da sempre più pazienti!

Il problema è serio, il mondo cambia e con esso gli usi ed i costumi. Le persone che affidano la propria salute al web sono in aumento e le ripercussioni sul mondo della sanità: le relazioni di cura diventano più difficili e spesso anche più ostili.

Ce ne parla una collega del policlinico di Milano in questa lettera.

Carissimi,

sono Maria e faccio l’infermiera ormai da più di 30 anni ed è inutile dirvi che ho visto la professione infermieristica cambiare sotto i miei stessi occhi. 

Con l’arrivo della valorizzazione professionale e la decadenza del mansionario ho visto accanto a me e insieme a me figure professionali, chiamati infermieri, sempre più esperti, ricchi di una conoscenza che va oltre a quello che si può imparare con l’esperienza. Infermieri che non eseguono e basta, ma veri professionisti capaci di decidere l’intervento più appropriato al singolo caso.

Ho visto infermieri sempre più capaci di interpretare le situazioni, gestire le emergenze, conoscere le malattie ed il loro esordio. Infermieri che sanno stare accanto al malato, alla sua famiglia e alla malattia, sostenere psicologicamente e fisicamente l’assistito, nonostante la fascia d’età.

Ma in fin dei conti di questo non mi stupisco, una professione come la nostra sempre più in crescita e sempre più riconosciuta non poteva che dare questi frutti, ciò che invece mi stupisce è come il cambiamento abbia influenzato anche l’altro lato dell’assistenza, ovvero i pazienti.

In tutti questi anni ho visto i pazienti sempre più informati sulla propria patologia, merito anche dell’educazione sanitaria. Certamente un bene prezioso se le informazioni vengono apprese da fonti controllate.

Alcuni però mi stupiscono ancora, sono un piccolo gruppo, sempre più in crescita, fatto di coloro che eseguono le “proprie ricerche”, che con il telefonino, anche sul letto di un ospedale, controllano a cosa possono corrispondere i sintomi che hanno o la terapia che gli viene somministrata.

Pazienti diventati, come recitava gabbani nella canzone vincitrice di sanremo 2017, “tutti tuttologi col web”.

Questi pazienti ormai fanno più affidamento al dio “web” che al professionista. Ognuno si sente rappresentato da quello che viene riportato sulle pagine emerse da una ricerca fatta su sintomi generici, che si credono capaci di contestare quello che il professionista gli insegna o gli risponde alle domande poste.

Potete ben capire che ai miei tempi non ci si poteva rivolgere così, non ci si poteva porre come intenditori quando non lo eravamo, ma il mondo sta cambiando e con esso anche i nostri pazienti.

Spero che questa mia piccola riflessione venga pubblicata, rispecchia il mondo visto dagli occhi di chi il mondo l ha visto cambiare.

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