Parla l’Infermiera bruciata viva. Maria Antonietta: voglio vederlo in carcere!

Parla Infermiera bruciata viva: è iscritta all'Ordine di Reggio Calabria.
Parla Infermiera bruciata viva: è iscritta all'Ordine di Reggio Calabria.

E’ scampata alla morte per miracolo e ora denuncia tutto. Il sostegno dell’OPI di Reggio Calabria.

Ha 42 anni, è Infermiera ed è stata bruciata viva dall’ex-marito geloso. Si tratta di Maria Antonietta Rositani, iscritta dal 2009 all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Reggio Calabria. La donna parla dall’ospedale dove è attualmente ricoverata e chiede di fare un esposto alla Procura per l’aggressione, ma è ancora in prognosi riservata. A quanto pare il giorno successivo all’aggressione si doveva svolgere l’udienza di affidamento dei figli minori da parte del Tribunale. A tentare di ucciderla l’ex-consorte Ercolano Ciro Russo, noto delinquente di origini campane.

La collega ha subito ustioni gravissime nel 70% del corpo ed è ricoverata presso un centro specializzato in quel di Bari. Nel momento dell’aggressione e del tentativo di bruciare viva l’ex-moglie il reo doveva essere ai domiciliari. Inosservato è riuscito a divincolarsi dall’obbligo di dimora e ha raggiunto la donna pianificando nei minimi dettagli il folle gesto. Dopo una breve latitanza l’uomo è stato rintracciato dalle forze dell’ordine, arrestato e condotto in carcere.

Attualmente l’Infermiera è ricoverata presso il Centro Grandi Ustionati del capoluogo pugliese, con gravissime ustioni al viso, all’addome, agli avambracci e alle gambe. Fa ovviamente fatica a respirare ed è monitorata costantemente, anche nel tentativo di ridurre al minimo il rischio infezioni, che per lei potrebbero essere letali. La prognosi è riservata. Durante il ricovero la donna ha espresso da subito la volontà di denunciare l’ex-marito. 

Infermiera bellissima, solare, molto disponibile ad aiutare chi sta male, è legatissima ai suoi due figli, una ragazza adolescente e un ragazzo più piccolo.

I messaggi della donna su Facebook.

Sul suo profilo Facebook Maria Antonietta aveva scritto qualche settimana fa una frase emblematica, quasi un presagio di ciò che di là a breve sarebbe accaduto: “Le persone deluse non fanno rumore, ma non si fanno più trovare”. Sul social continua a scrivere nonostante le difficoltà e il dolore fisico e psichico. Denuncia la sua aggressione e prende parte alle battaglie contro le violenze di genere.

Qualche ora fa scriveva: “Buon giorno amici, con stamattina e con oggi pomeriggio finirò momentaneamente di lanciare il mio appello è di raccontare pubblicamente la mia storia .Non ho potuto non accettare l’invito a storie vere di stamattina alle 10.00 da parte di Eleonora Daniele, stessa cosa non potuto fare pomeriggio alle 17.00 nel salotto di Barbara D’Urso. Vi dico grazie è incomincio a prepararmi al mio primo intervento ,sarete sempre nel mio ❤ e sara’ proprio chi mi assisterà uno dei miei adorati fratelli che vi aggiornerà dal mio profiloInfinitamente grazie per il bene che mi dimostrate spero solo di meritarmelo, veramente, e non deludervi a presto la vostra sorella Maria Antonietta “.

Il 21 marzo 2029 scriveva su Facebook: “Buon pomeriggio io vi devo continuare a ringraziare ricevo più di 1000 messaggi al giorno da tutti voi messaggi che mi infondono speranza è tanto amore ma anche tanti messaggi di testimonianze di donne che hanno subito e solo sapeste quante siete ……..e di donne che invece subiscono ancora ed hanno tanta paura ed è a loro che mi rivolgo come ho già fatto in privato ,basta ora basta uscite da quel limbo che vi fa credere di essere delle croci rossine perché così noi donne vittime di violenza crediamo di essere è ribellattevi. Vivete la vita …..è bella è solo Dio può decidere di toglierla .Donne non vedo l’ora di riprendermi, oggi mi avete dato una carica inaudita è appena ciò accadrà vi vorrò con me perché stavolta saremo noi che faremo bruciare le nostre paure .Lotterò per noi per le nostre figlie le nostre nipoti le zie delle nostre amiche insomma per tutte le donne che hanno e’subiscono violenza statemi accanto insieme c’è la faremo promesso vvb“.

La gente del posto si dice sconvolta per il folle gesto, mentre la collega Infermiera spera di riprendersi subito per affrontare in tribunale l’uomo che ha tentato di toglierle la vita e l’ha sfregiata irrimediabilmente per il resto della sua esistenza.

L’intervento dell’Ordine degli Infermieri di Reggio Calabria.

Bisogna parlarne “prima”, finché si è in tempo a evitare tragedie come quella di queste ore:su questo, non ci sono dubbi. Questa la posizione dell’Ordine professionale degli Infermieri di Reggio Calabria rispetto ai femminicidi e all’apparentemente inarrestabile ondata di violenza contro le donne che da anni sta purtroppo montando nel nostro Paese, facendo assurgere questo tristissimo fenomeno al rango di emergenza vera e propria. A ribadirlo è il presidente dell’Ordine degli Infermieri di Reggio Calabria, Pasquale Zito.

In questo contesto, l’Ordine reggino ha fortemente voluto già l’8 marzo u.s. – in occasione della celebrazione della Giornata internazionale della Donna – innescare un dibattito qualificatissimo sul punto, con riferimento anche al delicato, misconosciuto ruolo della donna nella nostra società, relatrici le più significative tra le numerose espressioni paritarie, istituzionali, professionali e associazionistiche del territorio.

Già solo per questi motivi, ma ancor più per la diretta appartenenza di Maria Antonietta Rositani all’Ordine professionale degli Infermieri di Reggio Calabria, dall’istituzione ordinistica va tutta la possibile solidarietà alla sfortunatissima protagonista dell’ennesima, vicenda di violenza cieca – giunta al punto da far bruciare viva la vittima predestinata da parte del suo implacabile carnefice ed ex compagno di vita – , d’anacronistica prevaricazione di genere, di cinismo senza pietà. E questo anche nell’accorato auspicio che malgrado le gravissime e diffuse ustioni riportate, Maria Antonietta possa salvarsi.

Allo stesso modo, la vicinanza più viva da parte nostra va ai figli della Rositani, unitamente però al vibrante sdegno dell’Ordine tutto e dei suoi rappresentanti e iscritti per la mera eventualità che, a tutt’oggi, bestiali episodi di questo tipo possano ancòra accadere.

 

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