Pubblicità

Un Infermiere del Servizio emergenza-urgenza in turno è stato costretto a cateterizzare suo padre soccorso in ambulanza dopo un pauroso incidente in moto. L’uomo era incosciente. Il collega scoppia a piangere quando lo riconosce.

Mentre il Medico reperiva in accesso venoso in estrema emergenza per una emorragia, l’Infermiere lo cateterizzava. Un signore di 59 anni è stato soccorso dopo un incidente in moto nel Lazio. Al momento dell’arrivo dell’ambulanza e dell’auto-medica non era cosciente ed aveva il volto insanguinato. Dopo attimi di concitazione per le gravi condizioni dell’uomo il collega ha notato qualcosa di familiare: la moto e il giubbotto uguali a quelli del papà.

E’ solo allora che ha cercato i documenti del malcapitato e ha verificato che si trattava proprio del padre, uscito di casa poco prima per andare a fare la spesa. L’Infermiere è sbiancato ed è scoppiato a piangere. Il Medico ha fatto fatica prima di capire cosa stava succedendo ed ha focalizzato il tutto dopo essere entrati in ambulanza e iniziato la fase di stabilizzazione del sinistrato prima del suo ricovero nel più vicino Pronto Soccorso.

“E’ terribile soccorrere tuo padre e inserirgli un catetere vescicale, è un qualcosa che non si scordi mai – ha riferito il collega Gianluca ad AssoCareNews.it – mio papà ora sta meglio, dovrà solo affrontare un lungo periodo di riabilitazione. Per fortuna è vivo, anche se avrà danni permanenti al fisico e alla psiche. Spero non accada a voi quello che è accaduto a me, quando sei in Ambulanza è difficile immaginarsi di dover soccorrere il proprio genitore. Per il mio pianto sono stato anche richiamato in Direzione Sanitaria e in quella Infermieristica, certo me lo potevo risparmiare, ma non riuscivo a controllarmi”.

Gianluca da anni lavora nel Servizio emergenza-urgenza e mai si era trovato di fronte ad una situazione simile. Dopo l’accaduto ha chiesto un breve periodo di pausa e ha deciso di mettersi in aspettativa. Forse è in burnout, forse è solo stanco di vivere la sofferenza quotidianamente e ha deciso di prendersi del tempo per riflettere.

Se avete storie simili da raccontarci scriveteci a [email protected].