Pubblicità

A cosa servono stipendi di 5-7000 euro al mese se poi si resta soli? Se lo chiede da anni una nota Infermiera Dirigente, che abbiamo nuovamente intervistato. Noi la chiameremo Anna.

Tempo fa parlavamo di lei sull’altro quotidiano che dirigevo. L’avevamo ascoltata durante una cena in quel di Modena e successivamente in confronti successivi. All’epoca Anna (nome fittizio) aveva poco più di 40 anni, oggi è un po’ più matura, ma continua a guardare la professione e il suo ruolo in maniera identica: si sente sola alla guida di “soldati” che non la seguono e di “generali” che non hanno spesso una mezza idea di cosa significhi un ruolo manageriale.

Oggi le abbiamo riposto gli stessi identici quesiti di allora. Vediamo cosa ci ha risposto.

Anna è disperata. Da quando ha smetto di fare l’Infermiera e ha deciso di dedicarsi agli studi di alta formazione e poi a Diventare Dirigente la sua vita è cambiata. Prima aveva tempo per l’amore, per la passione, per le amicizie, per la famiglia e per gli affetti anche lontani. Oggi non ha più nulla, nemmeno un Profilo Facebook ufficiale (si deve accontentare di un avatar con poche amicizie), senza parlare dell’impossibilità di aprire un Profilo Instagram. Ha solo un Profilo LinkedIn, molto professionale, molto freddo, poco seguito.

“Essere Dirigente, oggi, non è facile. Si ti dà soddisfazioni sul lato economico e il gusto di essere al capo di una grande equipe, ma non basta. Il Dirigente Infermiere non è un vero manager. E’ a capo di una bella e grande famiglia di professionisti sanitari (non Medici), ma in realtà non dirige un bel niente” – ci spiega Anna.

E l’eloquio si fa più ampio e frenetico, soprattutto dopo il primo bicchiere di vino in un noto ristorante modenese: “voi credete veramente che noi Dirigenti siamo felici, che bastano i soldi per renderci differenti?”. Beh, pensando agli stipendi degli Infermieri e delle altre Professioni Sanitarie (1500 euro di media al mese) un po’ di soldi in più non guasterebbero e renderebbero diverso anche il vivere le professioni stesse.

Perché si sente così infelice?

Come Le dicevo alcuni anni fa ho dovuto abbandonare figli, marito e amicizie per seguire il mio sogno di diventare Infermiera Dirigente. Mi sono trovata subito a distanza di centinaia di Km dai miei affetti e dalle mie origini. Ora ho cambiato città, sono più vicina a casa, ma la solitudine non mi abbandona mai. Vivo sola in una casa grande, i miei figli sono all’università e vedo sempre meno mio marito. Oggi come allora ho voglia di abbandonare tutto e di tornare da dove ero partita, magari a fare l’Infermiera di reparto. Avere successo non è quello che volevo, volevo una famiglia, una vita agiata, continuare ad uscire con le mie amiche e perché no fare anche qualche tavolata. Ormai non posso fare nulla di tutto ciò.

Quindi vorrebbe tornare ad una vita normale?

Vede anche oggi stare qui con Lei, sorseggiare questo bicchiere di vino è per me una conquista. Ho accettato questa intervista perché La conosco da anni, altrimenti non lo avrei mai fatto. Ecco anche questo è tornare ad una vita normale. E’ tornare ad una vita normale andare in vacanza al mare con la famiglia, magari in una spiaggia in Italia, non isolati dal mondo per paura di essere riconosciuta. Vorrei andare a cena con i miei amici di classe e festeggiare i 50 anni senza sentirmi l’ospite d’onore. Vorrei andare al Pub o in Pizzeria, senza per forza far finta che mi piaccia la cucina d’élite.

Possibile che fare il dirigente è così fastidioso?

Non è fastidioso, sicuramente dà delle soddisfazioni. Avere orari di lavoro flessibili, conoscere tanta gente, essere all’apice di una organizzazione come quella sanitaria e socio-sanitaria, avere ripeto un ottimo stipendio mi stanno bene, ma mi manca sempre qualcosa. Forse per questo non mi sembra santo eccezionale fare l’Infermiera Dirigente.

Grazie Anna, cin cin.