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Ecco la “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano. Un volume edito nel 2008 per i tipi di Mondadori.

Continua l’appuntamento con la rubrica “Book – Libri e letture” curata dall’Infermiere ed esperto di letteratura moderna Giovanni Maria Scupola. Oggi presentiamo il capolavoro di Paolo Giordano, ovvero “La solitudine dei numeri primi“.

“Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’aveva mai detto”.

“Una lettura malinconica e bellissima, un libro che merita il successo che ha avuto – (The Guardian)”.

La trama.

Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci.

È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco.

Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba.

Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno.
Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata.

La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei.

Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani ed infine adulti.

Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi.

Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano “primi gemelli”: due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero.

La copertina del volume di Paolo Giordano.
La copertina del volume di Paolo Giordano.

Lo consiglio perché…

Queste pagine raccontano storie di vita di estrema durezza.

Abbracciano problemi legati all’adolescenza ed allo sviluppo, problemi familiari destinati a minare per sempre l’armonia della casa e della crescita dei più deboli, ossia dei figli, problemi psicologici e patologie fisiche destinati a segnare l’esistenza se non affrontati correttamente.

Paolo Giordano (Premio Strega 2008) , con grande profondità e lucidità, ritrae il percorso dall’infanzia all’età adulta dei due protagonisti, regalandoci un racconto intenso sul piano emotivo ed estremamente realistico.
Siamo innanzi a due ragazzi a cui la vita ha riservato prove difficili, sottoponendoli a disagi e sofferenze nell’età in cui dovrebbe prevalere spensieratezza e gioia.
I nostri protagonisti si sentono diversi dai coetanei e dal mondo circostante, finendo in uno stato di isolamento doloroso.
La ricerca di un cambiamento e di una svolta deve fare i conti con la solitudine accumulata nel corso degli anni; una corazza sempre più difficile da rompere e che toglie la libertà ed impedisce di volare.

Il romanzo presta bene la voce a tutti coloro che gridano aiuto e, consente al lettore, di entrare nel mondo buio della diversità.

Giovanni Maria Scupola (LaAV Lecce)