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Doctor24 | Medico: Infermieri alleati speciali, colleghi eccezionali.

Doctor24 | Medico: Infermieri alleati speciali, colleghi eccezionali.

Lettera del dott. Tonelli, specialista che ci racconta un piccolo aneddoto successo durante l’intramoenia. Capire, dopo tanti anni, l’ammirazione decennale verso gli infermieri.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del dott. Tonelli, che ci scrive una breve ma intensa missiva dove racconta la presa di coscienza di quanta ammirazione nutra verso gli infermieri e di come, assieme ai medici, possano veramente salvare il nostro SSN.

Gentile Redazione di Assocarenews.it

lo ammetto di non aver penato poco nel comprendere quale fosse il sito a cui scrivere, quello maggiormente letto dai colleghi infermieri.

Io sono un medico specialista abbastanza conosciuto nella mia realtà e oggi, dopo molti anni di ammirazione inconscia, ho finalmente compreso cosa racchiudesse di così prezioso la vostra professione.

Facciamo un passo indietro. Erano gli anni settanta quando iniziai l’università di medicina. Controcorrente rispetto al mio gruppetto di compagni di studio, io consideravo già gli infermieri come una “creatura strana” se mi passate il termine, usato quivi in modo affettuoso e non schernente.

Avevo conosciuto già un’infermiera, era la madre di quella che sarebbe divenuta la mia prima moglie, con cui avevo passato assieme gli anni caotici dell’adolescenza. La vedevo parlare, poche volte a dir il vero, del suo lavoro. Certamente molto, molto diverso da quello attuale. Ma l’affetto che nutriva verso i suoi pazienti era encomiabile. Era sempre molto stanca ma il brillore negli occhi non le veniva mai meno.

Arrivato giovane dottore, mi fu chiaro da subito che la baracca chiudeva senza gli infermieri. Certamente il grosso e l’importante lo facevamo noi in camice. Restava però un ampio raggio di cose che andavano avanti grazie alle casacche. E guarda caso era la base su cui poggiavano i reparto che ho frequentato.

Andando avanti con l’età, diventai strutturato e vinsi il ruolo. Anni e anni dopo cosa mi ritrovo?

Ve lo dico tornando al racconto iniziale, ovvero ad oggi pomeriggio.

Ero in ambulatorio quando ho ricevuto una signora anziana per la quale, purtroppo, non ho potuto far altro che riservare una diagnosi non particolarmente fausta.

La signora, come mille altre volte ho visto fare, non ha fatto ulteriori domande anche se avrebbe voluto forse. Io dopo averla gentilmente invitata a farne, non ho insistito.

La signora ha guardato la figlia, ha preso le borse delle analisi e sono uscite insieme.

Cosa di diverso da mille altre volte?

Avevano lasciato la porta socchiusa. E forse favorita da uno spostamento d’aria, si è discostata ulteriormente, lasciando intravedere la signora scoppiare a piangere tra le braccia della figlia.

Stavo per alzarmi quando è arrivata Raffaella, l’infermiera che ci aiuta nell’intramoenia. Ha poggiato una mano sulla spalla della signora e una volta ricevuta attenzione, le ha fatto una carezza e porto un fazzoletto.

Questo quadro mi ha colpito molto. Ho pensato ai tanti anni passati lavorando con gli infermieri. E pur sapendo la fondamentalità del ruolo medico, ho capito cosa amo da sempre degli infermieri. Gli infermieri curano le persone. Sono lì, accanto a loro. E da sempre lo fanno.

A fine turno sono tornato a casa con questa idea. Dovevo scriverla e adesso sto dando voce alla mia idea. Nella missione di curare le persone, gli infermieri sono degli alleati speciali e dei colleghi eccezionali.

La salute non può esistere senza la medicina e la chirurgia, ma la sanità non sarebbe niente se sorretta soltanto da noi medici.

E dopo quasi quarant’anni di lavoro, comprendere l’incompreso ha per me rappresentato un regalo prezioso che sono fiero di condividere.

Claudio Tonelli

Medico Chirurgo

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