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Emergenza Coronavirus. Lo scopo di questo articolo vuole essere quello di unire e sintetizzare quanto sta succedendo nel nostro Paese sia da un punto di vista prettamente informativo ed educativo che da un punto di vista normativo.

I primi due casi di Coronavirus in Italia, una coppia di turisti cinesi, sono stati confermati il 30 gennaio dall’Istituto Spallanzani, dove sono stati ricoverati in isolamento dal 29 gennaio. Il 26 febbraio sono stati dichiarati guariti.

Il primo caso di trasmissione secondaria si è verificato a Codogno, Comune della Lombardia in provincia di Lodi, il 18 febbraio 2020.

DEFINIZIONE NUOVO CORONAVIRUS

(nCoV) è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell’uomo. In particolare quello denominato SARS-CoV-2 (precedentemente 2019-nCoV), non è mai stato identificato prima di essere segnalato a Wuhan, Cina, a dicembre 2019.

DEFINIZIONE SARS-Cov-2

Il virus che causa l’attuale epidemia di coronavirus è stato chiamato “Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2” (SARS-CoV-2). Lo ha comunicato l’International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV) che si occupa della designazione e della denominazione dei virus (ovvero specie, genere, famiglia, ecc.). A indicare il nome un gruppo di esperti appositamente incaricati di studiare il nuovo ceppo di coronavirus. Secondo questo pool di scienziati il nuovo coronavirus è fratello di quello che ha provocato la Sars (SARS-CoVs), da qui il nome scelto di SARS-CoV-2.

DEFINIZIONE COVID-19?

La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l’11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

SORVEGLIANZA E CONTROLLI

Nel nostro Paese è attiva una rete di sorveglianza sul nuovo coronavirus e sono stati attivati controlli e screening sotto il coordinamento della task force ministeriale. L’Italia ha bloccato il 30 gennaio con un’Ordinanza del ministro della Salute tutti i voli da e per la Cina per 90 giorni, oltre a quelli provenienti da Wuhan, già sospesi dalle autorità cinesi. Il Governo italiano ha dichiarato il 31 gennaio lo Stato di emergenza, stanziato i primi fondi e nominato Commissario straordinario per l’emergenza il Capo della protezione civile Angelo Borrelli.

Ai cittadini della regione Lombardia e delle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia si chiede soprattutto di:

  • evitare gli spostamenti in entrata e in uscita da questi territori, salvo quelli per esigenze lavorative o motivi di salute
  • ai soggetti con febbre superiore a 37,5 gradi è fortemente raccomandato di rimanere a casa e limitare al massimo i contatti sociali e di contattare il proprio medico curante
  • divieto assoluto di uscire dalla propria abitazione per chi è sottoposto alla quarantena o è risultato positivo al virus.

Tutte le misure fino a 3 aprile nel DPCM che sostituisce quelli emanati in precedenza e individua misure di contenimento dell’epidemia.

A tutti i cittadini sull’intero territorio nazionale:

  • è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;
  • si raccomanda di limitare, ove possibile, gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari;
  • ai soggetti con sintomatologia  da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante;
  • chiunque, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del DPCM 8 marzo, abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, deve comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio nonché al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera  scelta
  • le persone per le quali la Dipartimento di prevenzione dellla Asl accerta la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento  fiduciario devono:
    1. mantenere lo stato di isolamento per quattordici  giorni dall’ultima esposizione
    2. divieto di contatti sociali
    3. divieto di spostamenti e viaggi
    4.  obbligo  di  rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza.
  • in caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:
    1. avvertire immediatamente il medico di medicina generale  o  il pediatra di libera scelta e l’operatore di Sanità Pubblica;
    2. indossare la mascherina chirurgica fornita all’avvio della sorveglianza sanitaria
    3. e allontanarsi dagli altri conviventi e rimanere nella propria stanza con la porta chiusa  garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa del trasferimento in ospedale, ove necessario.
  • Rispetta inoltre queste semplici raccomandazioni per la prevenzione.

MISURE DI CONTENIMENTO

Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto legge  il 23 febbraio 2020 con misure per il divieto di accesso e allontanamento nei comuni dove sono presenti focolai e la sospensione di manifestazioni ed eventi. Successivamente sono stati emanati quattro Decreti del Presidente del Consiglio attuativi:  DPCM del 25 febbraio 2020, DPCM del 1° marzo 2020, DPCM del 4 marzo 2020 e infine il DPCM dell’8 marzo 2020. Il  DPCM dell’8 marzo sostituisce i DPCM del 1 e del 4 marzo e dispone nuove misure di contenimento dell’epidemia.

(Fonte: salute.gov.it)

In particolare il DPCM reca misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia.

SANZIONI 

Per chi non segue le indicazioni riportate sull’ordinanza DPCM del 8 marzo 2020 inerente la violazione degli spostamenti va incontro a:

  • applicazione articolo 650 del codice penale, inosservanza di un provvedimento di un’autorità: arresto fino a 3 mesi e/o sanzione fino a 206 euro;
  • Applicazione articolo 452 del codice penale nelle ipotesi più gravi: delitti colposi contro la salute pubblica.

IN EMILIA ROMAGNA

Salgono a 1180 in casi positivi , 170 in più rispetto a ieri.

Sono 475 i casi che non richiedono ospedalizzazione ma solo isolamento al proprio domicilio.

In terapia intensiva sono 75, le guarigioni 27. In crescita i decessi che sono 8 in più rispetto a ieri, fra cui due cittadini lombardi per un totale di 56.

4344 i tamponi refertati e sono dati disponibili e accertati alle ore 12, sulla base di richieste istituzionali. Anche oggi circa la metà dei casi hanno richiesto l’ospedalizzazione, altri casi asintomatici o con sintomi lievi pari a 475 stanno rispettando il previsto isolamento nella loro abitazione.

11 pazienti in più rispetto a ieri ricoverati in terapia intensiva per un totale di 75 casi.

AGGIORNAMENTI CASISTITCA IN EMILIA ROMAGNA

Questi i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:

– 528 Piacenza (49 in più rispetto a ieri)

– 276 a Parma (47 in più)

– 113 a Rimini (9 in più)

– 97 a Modena (15 in più)

– 70 a Reggio Emilia (22 in più)

– 62 a Bologna (13 in più)

– 15 Forlì-Cesena (8 in più)

– 13 a Ravenna (3 in più)

– 6 a Ferrara (4 in più rispetto a ieri)

(Fonte: ausl.fe.it aggiornamento al 9 marzo 2020 ore 08:30)