Quando i Medici dormono in reparto. Ecco perché possono secondo ANAAO.

Infermieri e OSS pagati 4 euro e costretti a dormire in tenda: scandalo a Pordenone!

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

periodicamente su siti specializzati come il Suo, sulla stampa e perfino con interrogazioni a istituzioni politiche, ritorna il tema riguardante la possibilità che il medico ospedaliero di guardia notturna possa dormire o no durante il servizio. Il dormire in ore notturne del medico in servizio suscita preoccupazioni, irritazioni e talvolta sgomento.

Bisogna precisare che il servizio di guardia (di reparto, dipartimentale o interdipartimentale) è finalizzato a garantite le emergenze/urgenze in tempi rapidi, o altre attività cliniche anche differibili che possono presentarsi in momenti di bassa presenza in servizio di medici (tipicamente la notte o i festivi).

Per ottemperare a ciò la presenza fisica del medico all’interno della struttura ospedaliera, è garanzia di una tempestiva risposta ai problemi clinici. L’attività di guardia si caratterizza per l’imprevedibilità ed irregolarità delle richieste, con possibili periodi di inattività anche prolungati tra gli interventi (ovvero l’auspicio di ogni “guardiano”).

È prassi, specie per le guardie dipartimentali/interdipartimentali, che sul medico di guardia incombano svariate decine o alcune centinaia di letti, quindi pazienti, che possono richiedere l’intervento del medico: allo scrivente ad esempio, durante un turno di guardia competono oltre 300 letti.

Mentre ai colleghi più “fortunati”, che svolgono la guardia solo per il proprio reparto e che generalmente sono cardiologi (UTIC), anestesisti/rianimatori (terapia intensiva/sale chirurgiche), pediatri (con PS dedicato), ginecologi (con PS dedicato/sala parto), urgentisti, etc. etc. che difficilmente vanno in ospedale per dormire, non va certo meglio.

Per dirimere la questione ci vengono in soccorso alcune importanti sentenze della Corte Europea in tema di orario di lavoro promosse da associazioni di medici Europei, quali la Simap (Spagna) del 3 ottobre 2000 n. C-303-98 e la Jaeger (Germania) del 9 settembre 2003 n. C-151/02.

Per il quesito in oggetto possiamo trarre importanti informazioni dalla sentenza Jaeger (che però parla di retribuzione per i turni di guardia – ndr) ai punti:

  • 60 “Il fatto che, nella citata sentenza Simap, la Corte non si sia pronunciata esplicitamente in merito alla possibilità, per i medici che svolgono un servizio di guardia secondo il regime della presenza fisica in ospedale, di riposarsi, e anche di dormire, durante i periodi in cui non si richiede la loro opera è irrilevante al riguardo”;
  • 61 “Siffatti periodi di inattività professionale ineriscono infatti al servizio di guardia effettuato dai medici secondo il regime della presenza fisica in ospedale, dato che, a differenza del normale orario lavorativo, la necessità di interventi urgenti dipende dalle circostanze e non può essere preventivamente programmata”;
  • 62 “Inoltre, all’ultima frase del punto 48 della citata sentenza Simap, la Corte si è espressamente riferita a tale caratteristica, da cui risulta necessariamente che essa è partita dall’ipotesi che i medici di guardia presenti in ospedale non esercitano, effettivamente e ininterrottamente, le loro attività professionali per tutto il periodo di guardia”;
  • 63 “Va aggiunto che, come statuito dalla Corte al punto 50 della citata sentenza Simap… imporre la sua presenza fisica nel centro sanitario, un medico obbligato a tenersi a disposizione del datore di lavoro sul luogo da esso indicato, per tutta la durata del servizio di guardia, è soggetto ad obblighi decisamente più onerosi, perché deve restare lontano dal suo ambiente familiare e sociale e beneficia di una minore libertà di gestire il tempo in cui non è richiesta la sua attività professionale…”.

Questi ed altri passaggi chiariscono inequivocabilmente che il medico in servizio di guardia, non esercita un lavoro continuativo ma on demand, non svolge un “normale” orario di lavoro e se non interpellato può disporre del tempo come meglio crede, anche dormendo, purché stazioni nel luogo di lavoro indicato (ospedale) e sia sempre pronto su richiesta.

Ad ulteriore supporto, lo stesso avvocato generale. Ruiz-Jarabo, nei lavori preparatori per la Corte di Giustizia Europea alla causa Jaeger (CJE/03/31 8 aprile 2003) introduceva le sue conclusioni con: “Per l’avvocato generale il fatto che il medico, durante il servizio di guardia, abbia a disposizione un letto per potersi riposare occasionalmente contribuisce a proteggere la sua salute e a garantire un servizio adeguato agli assistiti”.

Quindi alla domanda: può il medico di guardia dormire durante il servizio?
Per la Legislazione Comunitaria vigente in tutti gli Stati membri la risposta è certamente SI.

Nella pratica, visto il carico lavorativo la risposta è…forse, o tutt’al più…speriamo.
E dunque se le condizioni lo consentono, non è affatto deplorevole nè tanto meno illegale chiudere gli occhi anche solo per 1 ora.

Valerio Tomaselli
Segretario Aziendale ASL AT – ANAAO
Componente Segreteria Regionale Anaao Assomed Piemonte

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Egr. Dott. Tomaselli,

con l’iniziativa #Segnalachidorme la nostra testata ha voluto lanciare l’appello a chiarire definitivamente se, chi e quando può dormire di notte durante il turno di lavoro. Solo i Medici? Anche Medici ed Infermieri? Tutti i Professionisti Sanitari e i tecnici addetti all’assistenza di base?

Nella sua missiva ci sono diversi punti che stridono con quanto dice e con quanto sancito dalle sentenze che cita.

Nessuna delle decisioni dei magistrati che Lei cita autorizza il Medico a riposare tutta la notte, così come accade in tantissime Unità Operative in Italia. Spesso svegliare un Dottore o una Dottoressa di notte è proibitivo e durante la fase dell’emergenza perdere tempo per chiamare al telefono il Medico o peggio andarlo a svegliare buttando giù la porta della sua stanza è a totale rischio dell’Assistito (oltre che del personale sanitario che è costretto a restare sveglio durante tutta la fase notturna).

Lei dice nella sua lunga missiva che “Quindi alla domanda: può il medico di guardia dormire durante il servizio? Per la Legislazione Comunitaria vigente in tutti gli Stati membri la risposta è certamente SI“. Non trova che lo stesso principio possa valere per tutti i componenti dell’equipe assistenziale? Inoltre, nella sentenza Jaeger si parla di “riposo occasionale” (quello accaduto a Bologna a 2 Infermieri e ad 1 OSS, che sono stati licenziati; nessuno ha riferito che anche il Medico di guardia forse dormiva) e non di diritto al riposo continuativo.

E’ chiaro che Lei fa finta di non capire o devia le argomentazioni per portare acqua al Suo mulino. La sentenza del Sindicato de Médicos de Asistencia Pública (Simap) contro la Conselleria de Sanidad y Consumo de la Generalidad Valenciana è una controversia collettiva che si basa sul riconoscimento dell’orario di lavoro. Nello specifico si sofferma sul lavoro organizzato su turni e su diatribe legali legate alla normativa nazionale e alla Direttiva 93/104/CE.

Nella sentenza Jaeger, poi, la disputa si riferisce al periodo di riposo e all’orario di lavoro in un periodo cosiddetto “di guardia” prestato da un Medico in una Unità Operativa in riferimento ai primi 3 articoli della già citata Direttiva 93/104/CE.

Alla fine della fiera Lei dice che i Medici hanno i diritto “acquisito” di dormire di notte, in realtà non è affatto vero e quello che Lei scrive lo dimostra appieno.

Per tutti quanto esposto continueremo con l’iniziativa #Segnalachidorme e continueremo a chiedere alle Aziende sanitarie e agli Ospedali pubblici e privati di verificare se i Medici e tutti gli altri Professionisti della Salute e i tecnici addetti all’assistenza dormono o meno di notte durante il turno di lavoro (con ciò non diciamo che non possono riposare qualche minuto soprattutto nel periodo meno impegnativo del turno, ma diciamo no alla presenza di camere-dormitorio messe a disposizione solo dei Medici di guardia).

Abbiamo aspettato qualche giorno prima di pubblicare la presente missiva, anche per informarci meglio su quello che diceva il medico-sindacalista. Non sempre, però, chi rappresenta un sindacato dice le cose come stanno.

Continui a seguirci.

Angelo Riky Del Vecchio, Direttore quotidiano sanitario AssoCareNews.it

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