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Infermieri e OSS licenziati a Bologna perché trovati a dormire di notte. Sepe, FIALS: è sciopero della fame!

Infermieri e OSS licenziati a Bologna perché trovati a dormire di notte. Sepe, FIALS: è sciopero della fame!

Il segretario del sindacato fa sul serio, già in passato aveva iniziato una clamorosa protesta per un evento simile. L’Ordine degli Infermieri avvia procedimento nei loro confronti.

La notizia è stata data poco fa dal quotidiano La Repubblica e sta facendo il giro del web. Un Infermiere, una Infermiera e un Operatore Socio Sanitario sono stati licenziati all’Ospedale “Maggiore” di Bologna per essere stati trovati a riposare durante il turno di notte. Sul caso si registra il repentino intervento della segreteria FIALS provinciale, come noto presieduta da Alfredo Sepe, che ha annunciato uno “sciopero della fame ad oltranza finché i tre non saranno reintegrati in servizio”.

“Questi colleghi – spiega Sepe ad AssoCareNews.it – hanno delle famiglie e sono stressati e vessati da turni sempre più ridicoli, avvilenti e contro ogni regola lavorativa. L’Unità Sanitaria Locale poteva scegliere di punirli, ma non di licenziarli. Mi incatenerò davanti al Maggiore e inizierò lo sciopero della fame ad oltranza finché l’USL non deciderà di rivedere questa decisione, che rappresenta un precedente pericoloso che terrorizza l’intero comparto sanità”.

Intanto l’Ordine degli Infermieri di Bologna, presieduto da Pietro Giurdanella, ha annunciato l’avvio di una indagine disciplinare per verificare se i due infermieri hanno violato o meno il nuovo Codice Deontologico della professione.

Da ieri non lavorano più all’ospedale Maggiore, spiega Repubblica.  Licenziati in tronco. Per due infermieri e un operatore socio sanitario dell’Ausl di Bologna — due uomini e una donna — è stata presa la decisione più severa dopo un’inchiesta interna di cinque mesi volta a verificare un’accusa pesante: dormivano di notte mentre erano di guardia in un reparto di Medicina. Erano chiusi in una stanza invece che stare a fianco dei pazienti, che nel frattempo suonavano al citofono interno delle stanze per chiedere assistenza. Un episodio che ha fatto infuriare i vertici dell’azienda e che ha creato un grande scompiglio fra i lavoratori. Il procedimento disciplinare è stato aperto proprio grazie a una segnalazione di alcuni dipendenti.

Il provvedimento è arrivato dopo un’inchiesta interna di cinque mesi. Nella notte tra il 14 e 15 gennaio alcuni pazienti furono costretti a chiamare il centralino per avere assistenza. Altri operatori andarono a vedere e trovarono i tre, tutti fra i 30 e i 40 anni che dormivano.

“Non ci sono ombre sull’accaduto, agli atti dell’azienda risultano coerenti tutte le testimonianze”, ha detto la direttrice Chiara Gibertoni.
Anche secondo gli altri sindacati, invece, il provvedimento è sproporzionato. “Devono essere sanzionati – dice Gaetano Alessi, segretario Fp-Cgil – ma buttarli in mezzo a una strada è un provvedimento eccessivo”
Fonte: Repubblica.it – AssoCareNews.it

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