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DOCTOR24 | Alessandro: abbiamo fallito, tocca a Infermieri e Professionisti Sanitari

DOCTOR24 | Alessandro: abbiamo fallito, tocca a Infermieri e Professionisti Sanitari

Doctor24, la rubrica che da voce ai medici chirurghi e odontoiatri italiani. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un Alessandro: cari colleghi abbiamo fallito, ora tocca ai professionisti sanitari! Infermieri, Ostetrici e Tecnici pronti a prendere, giustamente, il nostro posto. Ecco perchè!

Gentile Redazione di AssoCareNews.it,

mi chiamo Alessandro Rossi e sono un medico. Tra pochi mesi sarò in pensione e si concluderà la mia carriera: smetterò il camice ed affronterò la quotidianità come un umile, semplice cittadino. Questo avvicinarsi della data genera in me sia la dolcezza del meritato riposo dopo decenni di lavoro sia una profonda tristezza.

Tristezza che nasce da una semplice domanda postami questa estate da uno dei miei figli che è medico specializzando a Milano. Una sera mi chiese: “Papà perchè hai fatto il medico?”.

La mia famiglia si è in effetti da sempre fregiata di altissimi titoli del settore giuridico. Posso ben dire perciò di essere stato una pecora nera.

La risposta è stata scontata e banale ma estremamente sincera: “Volevo aiutare le persone”. Placata la curiosità di mio figlio (probabilmente in realtà insoddisfatta ma tacita) si è però innescata in me un’ulteriore domanda.

In tutti questi anni quanto aiutare le persone è stata la centralità del mio lavoro? E quanto lo è per ogni medico? Che cosa siamo, oggi, noi medici?

Non nego che assieme a colleghi “della vecchia guardia”, altre volte, in passato, ci siamo trovati a sollevare la questione.
Ed è giusto essere onesti con noi stessi: cari colleghi, abbiamo fallito.

Le “guerre baronali”, gli interessi politici e sindacali, i giochi di potere economici, interessi privati e, seppur di rado, le questioni relazionali e sessuali hanno eroso lo spirito della nostra professione. La nostra ars ha da tempo perso i connotati che la rendevano tale, tradendo gli stessi principi fondanti così orgogliosamente mostrati al mondo dal giuramento di Ippocrate.

Il nostro ego ha sempre più rimarcato il confine esistente tra noi ed il paziente, mantenendoci arrogantemente al di sopra di esso ed allontanandolo. E la nostra più grande incapacità è stata quella di non saperci evolvere all’interno del mondo che cambia. Rimanendo con la stessa arroganza del camice ma perdendo l’autorevolezza che la nostra scienza ci donava. Ad oggi,  non reputo un caso che siano sempre più frequenti le manifestazioni di mancanza di fiducia nei nostri confronti.

Ma questa mia lettera non vuol essere altro che uno spunto di riflessione, un disperato tentativo di allarme per tutti i medici di oggi e di domani.

Per tornare a indossare camici di autorevolezza è necessario fare l’esatto opposto di quanto abbiamo sempre fatto: scendiamo dal piedistallo e guardiamo negli occhi il paziente. Da essere umano ad essere umano. La nostra capacità ci eleverà naturalmente, come sta accadendo per Infermieri, Ostetriche e Fisioterapisti.

L’era dei grandi professori e del medico aureo è già finita. L’era del medico è al tramonto. Abbiamo fallito.

L’era dei professionisti sanitari è agli albori e se non vogliamo che rappresenti la nostra notte, il cambiamento è necessario.

Dott. Alessandro Rossi

Medico – Chirurgo

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