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Emergenza Coronavirus. Oggi raccontiamo la storia di Luigi, Infermiere in Terapia Intensiva COVID-19. Ha paura, teme di esser stato contagiato, impossibile secondo lui stare a più di un metro dal Paziente ed evitare di infettarsi.

Egr. Direttore di AssoCareNews.it,

mentre scrivo questa mail penso a tutti i colleghi Infermieri terrorizzati nelle Terapie Intensive COVID-19 di tutta Italia. Siamo in guerra, stiamo affrontando la peggiore calamità di tutti i tempi.

Mentre scrivo sto piangendo, penso ai miei genitori anziani isolati al Sud, penso ai miei amici che lottano per la vita o la morte ricoverati in Lombardia e in Veneto, penso ai tanti colleghi che si sono infettati durante il lavoro.

Penso a me e piango, penso al mio Coordinatore Infermieristico che è più impaurito di noi, che non sa che pesci prendere, che non ha più Dispositivi di Protezione Individuale da darci, che ci chiede di fare sacrifici, che lavora 12 ore al giorno e poi crolla stremato sulla sua scrivania, che non disdegna di scendere in campo con noi, come fa un buon capitano.

Mentre scrivo penso a quanto stavamo bene in Rianimazione fino ad un mese fa. Era il lavoro perfetto, quello più sicuro, più dinamico, più avvincente e professionalizzante. Ora non lo è più, quando mi alzo dal letto lo faccio solo per raggiungere il lavoro, mi sembra di andare in guerra, in una continua battaglia contro un nemico invisibile. Ci hanno detto che non c’era, che era una invenzione della stampa, che era una Fake-News. Non lo è, il virus esiste, il virus uccide.

Penso a tutti quei Pazienti con COVID-19 che ho visto morire, morire da soli, con gli occhi sgranati. Penso a loro e al conforto religioso che non hanno mai avuto, al saluto del parente che non riceveranno mai più, all’estremo viatico che hanno affrontato in solitudine. Non è umano, questo virus bastardo non è umano, è un alieno, è un demone malefico.

Mentre scrivo continuo a piangere, senza lacrime, perché non ne ho più.

Mentre scrivo penso a quando sarà tutto finito e a quando scenderemo in piazza per chiedere alla Politica, al Governo, al Presidente della Repubblica di ascoltarci. Penso a quando invaderemo noi come virus le piazze per salutare i morti, per parlare dei colleghi sopravvissuti e di quelli che si sono immolati per il bene di chi stava male. Penso a quando dovranno per forza darci quello che chiediamo da sempre: considerazione e rispetto!

Mentre scrivo penso a tutto quello che scrivete e che postate. Ormai non si parla d’altro, non si può parlare d’altro. Questo virus stronzo non ce lo permette.

Amici e colleghi Infermieri non ci arrendiamo, restiamo sul campo e cerchiamo di vincere assieme!

Grazie.

Luigi, Infermiere Terapia Intensiva COVID-19

PS = Anche se siamo formati per evitare il contagio e per non infettarci provate a venire in una Rianimazione COVID-19 e provate ad assistere l’ospite senza toccarlo, senza sfiorarlo, rimandando ad almeno un metro di distanza da lui. Impossibile, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità dovrebbe capire che sta scrivendo delle emerite idiozie!