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Emergenza Coronavirus. Nicola Zingaretti (Segretario PD)  e Giuseppe Sala (Sindaco PD di Milano) devono chiedere scusa ai Lombardi e agli italiani per aver minimizzato il pericolo.

Ci aspettavamo le scuse pubbliche ai Lombardi e agli italiani del segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti e del sindaco di Milano Giuseppe Sala, ma finora nulla si è visto. L’Emergenza Coronavirus oggi è planetaria, mentre i due esponenti politici un mese fa ci raccontavano che era “un semplice raffreddore“. Il primo si è infettato ed è da tempo in quarantena, il secondo è sparito dalla scena politica nazionale perché impegnato a fronteggiare una situazione catastrofica nella Milano un tempo “da bere”.

I Lombardi e gli italiani non hanno dimenticato l’invito di Zingaretti agli “aperitivi” e i video e le dichiarazioni di Sala a riempire Milano (e di fatto la Lombardia). Ora se ne stanno in silenzio, ma arriverà il momento in cui dovranno chiedere scusa ad una nazione intera.

Da queste pagine lanciavamo l’allarme in quel periodo, ma la politica minimizzava, il Governo ignorava gli appelli e parlava di sindrome da raffreddamento. I governatori del Nord lanciano il loro appello disperato a chiudere città e luoghi di assembramento, ma venivano ignorati.

Oggi la realtà è catastrofica, superati i 3000 morti abbondantemente (2/3 sono Lombardi), quasi 34.000 contagiati, di cui la metà con sintomi importanti.

Di chi le colpe del contagio di massa? Difficile dirlo, ma l’aver preso sotto gamba la questione ha influito tantissimo sulla trasmissione dell’epidemia che ora sta mettendo in ginocchio la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Liguria, il Veneto, il Piemonte, le Marche, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige, la Valle D’Aosta, la Toscana e sta spaventando la Sardegna, la Sicilia e il resto del Meridione italico.

Zingaretti e Sala fate un gesto per gli Italiani: bastano delle scuse a video, però #restateacasa!

PS = Qui non si tratta di politica, ma di senso civico e rispetto dell’Italia e degli Italiani. Chiederanno scusa?

E voi cosa ne pensate? Scriveteci a [email protected].