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Emergenza Coronavirus. L’Europa rischia di implodere per il proprio cinismo. Merkel e i potenti del Nord dicono no ad Italia e Spagna. Bocciate tutte le proposte di Conte. Mattarella lancia il suo monito: “serve solidarietà”. Rischio guerra civile per esigenze primarie.

La crisi economica, lavorativa e sociale che sta per colpire l’Italia, la Spagna e altre nazioni europee già in deficit nel post-Coronavirus sta facendo riflettere la politica nostrana: è ancora il caso di rimanere in Europa? E’ ancora opportuna farci trattare a calci da una UE che non tutela i Paesi più deboli e più in difficoltà per cause di forma maggiore e per la veemenza bruta di madre natura?

Ora anche il Governo Italiano e persino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scendono in campo per dire all’Europa, quella dell’ostilità e delle ristrettezze a tutti i costi, che è giunto il momento della solidarietà, pena l’esistenza stessa di una Unione che non riesce a tenere con se gli Stati invasi dal Covid-19.

E non è tutto, se l’Europa ci ignora in Italia, ma anche in Spagna, vi è il rischio di una possibile guerra civile intestina che già si sta manifestando con primi “focolai” al Sud, al Centro, al Nord e nelle isole. Assalti e furti ai supermercati, guerriglie urbane e di quartiere, tentativi di farsi anticipare prestiti da istituti bancari finiti in urla e spintoni per strada (come avvenuto a Bari), sono solo la punta dell’iceberg della ribellione e dell’emergenza non più sanitaria, ma per la sopravvivenza.

La gente ha fame, resta a casa, ma deve mangiare; tra qualche giorno le forze dell’ordine e i militari dovranno servire non più per vigilare lungo le strade, ma per portare cibo e acqua alle famiglie più disagiate, agli anziani lasciati soli, ai disoccupati di tutto lo Stivale italico che oggi non hanno di che mangiare, non hanno soldi, devono pagare affitti, devono far sopravvivere i propri cari.

Sembra uno scenario lontanissimo da noi, ma lo era un mese fa anche l’Italia blindata e lacerata dal Covid-19, per cui o ci diamo da fare ora o sarà troppo tardi.

L’appello ieri sera di Mattarella è emblematico, ha invitato tutti a guardare al dopo emergenza, parlando di un momento drammatico, difficile, straziante. Il Presidente ha incitato gli Italiani a resistere e a pensare ad una ricostruzione possibile e certa.

L’Europa in tutto ciò resta muta e si prende 15 giorni “per deliberare”.

Merkel e amici di merenda vergognatevi!